POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Barberini: «Più risparmi, più soldi per la buona assistenza». E vara il suo piano di riforma per i 13 punti della regione. Poi toccherà a centri di formazione, rete ospedaliera e di nuovo ai punti nascita. Allacciarsi le cinture

di Marco Brunacci

UMBRIA – Sanità, guerra agli sprechi, fase due. Tocca ai laboratori. Settore nevralgico, anche per la spesa. In Emilia Romagna, per un milione e duecento mila cittadini ne basta uno. In Umbria indovinate quanti sono i laboratori di analisi sul territorio? Tredici (13). Per 900 mila abitanti.E guai a toccarne uno. C’è sempre un consigliere regionale che prende ogni intervento sacrosanto di razionalizzazione come un’offesa al suo campanile di riferimento. E si mette a fare sciocco ostruzionismo, contro l’interesse generale.

La prima riforma della seconda fase voluta dall’assessore regionale alla sanità, Barberini, per altro parte lenta per evitare problemi all’organizzazione e per farla digerire a un apparato che, in qualche segmento almeno, mostra la sua ritrosia alle innovazioni, che pure hanno ricadute positive sul sistema e per tutti i cittadini umbri. E allora: si terranno aperti i centri di prelievo ma l’elaborazione delle analisi verrà concentrata su Perugia e su Terni per il livello più complesso, su Città di Castello e Foligno per un livello meno impegnativo.

I soldi che si risparmiano vengono riutilizzati nel circolo virtuoso che si innesta ogni qual volta si razionalizza in sanità con successo: quindi meno soldi per i doppioni, meno per il personale usato male, più investimenti in tecnologie per i malati oncologici o per settori in sofferenza o per la ricerca più avanzata o per l’eccellenza. La nuova rete dei laboratori, nonostante qualche schioppo che ancora spara, sta prendendo forma. In un anno al massimo sarà tutto operativo, secondo il nuovo schema. Una bel risparmio, una notevole razionalizzazione. Ma la furia riformatrice dell’assessore Barberini non può certo fermarsi qui.

Quando sarà il momento si vedrà che cosa intende fare nella partita dei direttori generali, ma fin da subito si possono vedere le sue intenzioni sulla formazione unica (invece di 4, una per azienda), sugli interventi ancora necessari per risparmiare sulla rete ospedaliera e perchè, su quel che resta da fare ancora in quanto a chiusura di punti nascita che non hanno i numeri per rientrare negli standard internazionali. Poche settimane e si vedrà se si sta vincendo la perenne guerra agli sprechi.