POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | C’è chi dice che l’assessore teme ancora di essere sostituito con Giulietti, fatto sta che non parla con i sindacati e non liquida ancora le progressioni del 2017

di Marco Brunacci

PERUGIA – Che succede all’assessorato al personale della Regione? Microfono aperto nei corridoi regionali, si sente di tutto un po’: che la Finanza abbia chiesto accessi (ma sarà vero?) e tutti stanno attenti anche alle virgole.

Che Bartolini ha temuto (ma ancora teme) che qualcuno pensi di sostituire lui, assessore tecnico, con il prode Giampiero Giulietti, orfiniano di rito mariniano al momento alleato di Renzi, parlamentare non riconfermato, travolto dall’onda verde leghista. Ancora: che è un modo per scendere giù in slalom tra i problemi ed evitare scelte. E magari, così facendo, tenendosi aperta la possibilità di metter dentro in Regione qualche nuovo dirigente (sarà vero che ne è appena arrivato uno dal Comune di Città di Castello, nonostante ce ne siamo così tanti nei Palazzi regionali?).

Detto tutto questo, il fatto è che il Bartolini non risponde al sindacato, il quale chiede di pagare, secondo le vigenti normative, le progressioni decise per alcuni dipendenti. Il tema sta diventando scottante. Il conto aperto è del 2017 e qui siamo arrivati a fine 2018. Che sta succedendo? Si vuol costringere i dipendenti a fare causa contro la Regione per poter così lavarsene le mani?
Mistero. Resta la cruda realtà l’assessore Bartolini e il suo assessorato continuano a tacere.