POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | In Umbria Bocci con Gentiloni, Marini con Orfini, Cucinelli con Calenda, Ascani con Renzi, Sereni e Verini con Zingaretti, Leonelli con Guerini. E per la presidenza della Provincia derby Bacchetta-Betti per chi sfiderà Ruggiano

di Marco Brunacci

UMBRIA – Poche ironie. È vero che nel Pd manie suicide si avvertono in questa lunga, spossante attesa, ma l’immagine giusta è quella dell’atletica leggera: tutti hanno preso posto ai blocchi di partenza, non resta che il colpo di pistola (in aria, sia chiaro) e poi si parte.

L’Umbria è così schierata. Gianpiero Bocci e i suoi, probabilmente il gruppo meno sfilacciato al momento, si sono avvicinati a Gentiloni e lì intendono restare, preoccupati come sono per il destino del partito, quello nazionale ma con riguardo speciale a quello umbro. E lo facevano mentre Leonelli veniva dato in movimento verso Guerini, e Guasticchi andava ancora in cerca d’autore dopo la tregua umbertidese con Giulietti, che non ha avuto un epilogo fortunato.

Areadem ha dato prova di forza e vitalità con l’incontro di Cortona, gettando olio bollente dalle mura medioevali su chi pensava che fosse un raduno di combattenti e reduci: c’erano anche giovani come il sindaco di Magione, Chodini, per dire uno di prospettiva, alla gran corte messa in piedi, nel nome di Fassino, da Marina Sereni, con arte rinascimentale. Non arrivano direttamente dal Rinascimento Bracco e Antonini, ma certo da epoche non recenti.

Areadem si iscrive al partito di Zingaretti (magari con Valentino Valentini all’organizzazione, come si era sentito qualche tempo fa) e con Areadem per Zingaretti sono anche i veltroniani, che però mantengono, pure in Umbria, un profilo tutto loro. Non solo perchè qui c’è l’interprete più accreditato del veltronismo (Walter Verini, sommo sacerdote del rito, anche dopo il rientro in pista di Bettini), ma anche per via del Faraone di Sviluppumbria, Agostini. E poi sarebbe in avvicinamento un altro big, finora in esilio a Marsciano: il sindaco Alfio Todini. E addirittura – fossero vere alcune indiscrezioni, ma a Terni fioriscono, come si sa, le fake news – sarà presto veltroniano anche il vicepresidente della giunta regionale, Paparelli, distintosi ultimamente per un fiero scontro calcistico su chi fosse la squadra umbra più importante con l’ex segretario Leonelli, che ha portato l’Umbria a un passo dalla guerra di secessione.

Chi presidia allora, ancora, le sponde del renzismo militante? I parlamentari eletti: Ascani, Ginetti e Grimani.

Gli ex giovani turchi, un po’ perchè sempre meno giovani e non solo perchè meno turchi, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, e il fedelissimo ex parlamentare, sconfitto alle ultime elezioni, Giampiero Giulietti, restano fedeli a Orfini. Chiedono un soggetto nuovo che vada oltre il Pd, ma forse fanno ancora un po’ di sponda a Renzi. Certo non vanno con Zingaretti. E per la Marini questo potrebbe essere un punto a favore in vista delle candidature per le prossime Europee, sempre che spunti un listino di eletti certi, indicati dai partiti (anche se, si sa, che di certezze nel Pd in questo momento ce ne sono poche ma proprio poche).

I Renzi boys sono sempre meno, ma anche tra i padri del renzismo ci sarebbero defezioni importanti: un industriale guru come Brunello Cucinelli punterebbe adesso su Calenda.

Chi sta invece col povero Orlando, l’oppositore storico di Renzi? Dicono sia rimasta solo la Cardinali, con uno spruzzo di Mismetti. Perchè anche Chianella gli preferisce Zingaretti. Il quale può contare su altro voto di quelli che pesano: il sindaco di Castiglion del lago Batino, mentre, per restare in zona Trasimeno, Betti da Corciano vola bassissimo per non essere intercettato da alcun radar Pd, almeno finchè non si conclude il suo derby con Bacchetta (socialista, sindaco di Città di Castello). Uno dei due sarà il candidato del centrosinistra per la presidenza della Provincia di Perugia. Sfiderà, con ogni probabilità, Ruggiano da Todi, espressione del centrodestra classico ma non è inviso alla Lega.

E allora: pronti, via. E attenti al colpo di pistola.