di ROSANNA FELLA |  Scomparso oggi a 75 anni l’ex arbitro e direttore del Perugia calcio. «Un signore, con il “lei” per presidenti e magazzinieri»

di Rosanna Fella *

«Bella sposina, come stai? Volevo dirti che mi dispiace tanto ma non riuscirò ad esserci per il tuo matrimonio. So che capirai, io e Arianna saremo lì con il pensiero. Ora basta, chiudo che sono già stanco di parlare».

È la sua ultima telefonata, la voce flebile ma sempre grintosa è di Luigi Agnolin, ex arbitro internazionale ed ex direttore del Perugia calcio dal 2011 al 2013, che questa notte è venuto a mancare, nella sua Bassano del Grappa, lasciando un vuoto incolmabile, di quei vuoti che sono crateri enormi, che ben poche persone possono lasciare. E chi lo ha conosciuto sa.
Un grande maestro che dello sport ha fatto una metafora di vita, un uomo dalla bontà insuperabile e prodigo di umili consigli, una persona eccezionale. Lui non era un direttore qualunque, lui era il direttore del Perugia: una figura “ingombrante”, come un elefante in una cristalleria, un grande organizzatore, rigido e fiscale, un vero leader ma di quelli che amalgamano il gruppo. Agnolin a Perugia è stato esempio di signorilità, esperienza e carisma. «Da giovane ho fatto l’arbitro, da grande faccio il sarto»: mi ripeteva ridendo durante il biennio della triade biancorossa targata Damaschi, Moneti e Santopadre. Dai cartellini rossi all’ago e filo di passi ce n’erano stati tanti e lui spesso era incurante di essere un personaggio. Sempre garbato, umile e con il “lei” subito pronto da dare al presidente così come al magazziniere. Attento durante tutte le partite a portare agli addetti ai lavori qualcosa da mangiare o da bere.

Un tipo decisamente e, forse in modo fieramente, pratico. Non era un uomo che custodiva a lungo i ricordi, non amava esibire targhe o medaglie in bacheca, mi chiamava «la sua memoria» negli ultimi messaggi che ci siamo scambiati, da quando aveva scoperto di essere malato. E spesso mi diceva: «Fella, mi piace guardare avanti. Non conservo gli articoli scritti su di me, c’è qualcuno che me li ritaglia e me li porta, ma non conservo nulla…».
Lo ricordo benissimo, conservava le foto però. E fino alla fine ha conservato la tenacia, la determinazione, la testardaggine di potercela fare, l’amore per la vita e per la sua famiglia. Questa è stata l’unica partita che potevi perdere.

* Rosanna Fella è stata ufficio stampa del Perugia dal 2010 al 2013