FOTO | Apertura straordinaria al pubblico dei recenti scavi archeologici nei pressi dell’abbazia di Montelabate

da un nostro contributor

Con l’open day di domenica 10 settembre – una sorta di inaugurazione – il pubblico ha potuto accedere all’area archeologica compresa all’interno dei terreni di proprietà della Fondazione Gaslini di Genova, a poca distanza dall’abbazia di Santa Maria Valdiponte in Corbiniano. I presenti hanno avuto l’occasione di visitare un luogo dove è nata la tradizione Umbra della manifattura del cotto e della ceramica. Questo è uno dei primi centri, che si possono definire industriali, di produzione sia di anfore, tegole, coppi e altra ceramica per cucinare.

Il compito di illustrare e fare il punto della situazione in merito alla campagna di scavi – un progetto finanziato dall’Università di Cambridge – è toccato alla dottoressa Letizia Ceccarelli, responsabile degli scavi (i primi risalgono al 2012) dai quali sono emerse alcune fornaci di epoca romana risalenti alla fine del primo secolo a.C. rimaste attive fino al IV-V secolo Si trattava di un vero e proprio insediamento industriale in cui dovevano essere impiegate un centinaio di persone e comprendente almeno cinque fornaci rettangolari verticali a doppia camera da cui uscivano anfore (soprattutto vinarie), vasellame, laterizi e altri manufatti d’argilla, la cui produzione si potizza dovesse ammontare a centinaia di migliaia di oggetti.

L’ubicazione delle fornaci non è casuale nell’area di Montelabate in quanto proprio qui c’è una cava d’argilla indicata come perfetta per realizzare ceramiche. La zona intorno all’insediamento era inoltre ricoperta interamente di boschi e garantiva il legname da ardere per il funzionamento delle fornaci stesse. Il progetto nel suo complesso coinvolge anche il Politecnico di Milano con il suo dipartimento di Fisica e Materiali – vera eccellenza italiana in materia – che ha avuto il compito di analizzare la composizione delle argille del luogo.

La visita al pubblico odierna ha rappresentato un evento eccezionale perché da domani gli scavi a cielo aperto verranno richiusi al fine di evitare il deterioremento delle strutture dovuto agli agenti atmosferici. L’appuntamento con una prossima visita è per la primavera dell’anno prossimo, quando – finanziamenti permettendo – verranno ripresi gli scavi.