Torna il festival tra concerti, spettacoli, mostre e degustazioni. Tutto il programma

FOLIGNO (Perugia) – Quattro giorni di musica per un festival innovativo, smart e attento alla promozione culturale del suo territorio di riferimento.

Visioni sulla musica, sul jazz, sul sociale, sul presente, sul passato e sul futuro. È ancora una volta uno sguardo ampio ed intenso quello di Young Jazz. Young Jazz Festival, in programma da giovedì 4 a domenica 7 ottobre tra concerti, spettacoli, jam, mostre e degustazioni, continua il suo viaggio per far incontrare varie identità, generi e situazioni, a livello musicale, culturale, sociale, etnico e generazionale. Quattordicesima edizione per un festival dal forte valore culturale, musicale e sociale e che dal 2005, anno della sua nascita, è cresciuto sempre di più proponendo al suo pubblico nuovi progetti musicali, ricercando forme di collaborazione e di sperimentazione che uniscono la musica jazz con varie realtà sociali e culturali del territorio folignate e non solo.

Il tema ‘Visioni’, che sarà quindi il fil rouge dell’edizione 2018, è stato già anticipato durante la rassegna invernale-primaverile che si è svolta all’interno dello Zut, spazio cittadino che è diventato il palcoscenico per presentare le idee più innovative e sperimentali. Come in questo caso, con una serie di concerti di giovani e talentuosi musicisti jazz alternati a film sul tema dell’ascolto e delle varie tipologie di visioni della musica.
La prossima edizione è stata presentata alla presenza, tra gli altri, di Rita Barbetti, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Foligno, Giovanni Guidi, direttore artistico Young Jazz, Pierluigi Metelli, presidente Associazione Young Jazz, Daria Virginia Massi, responsabile Jazz Community e Stefano Lazzari, direttore di produzione di Umbria jazz. «Rappresentate la Foligno più bella e per questo vi ringrazio», ha commentato il vicesindaco Barbetti, per un festival «dove la bellezza e la condivisione si esaltano grazie anche all’importante collaborazione con tante realtà del territorio e non solo». Le “Visioni” di quest’anno, ha poi sottolineato Guidi illustrando il programma «ricco e variegato», sono «sguardi verso il jazz italiano e internazionale, con artisti giovanissimi, altri in forte ascesa e alcuni noti come Gatto, Petrella e Quintorigo».
La direzione artistica è sempre di Giovanni Guidi – pianista che proprio dalla sua città di Foligno è partito per conquistare la scena jazz internazionale, oltre che fondatore dell’Associazione Young Jazz – e si consolida inoltre il rapporto con Umbria Jazz che per il decimo anno consecutivo conferma il prestigioso patrocinio all’evento musicale folignate. «Siamo cresciuti con Umbria jazz e il nostro festival è quello che è anche soprattutto grazie a questo grande evento che ringraziamo per i dieci anni consecutivi di patrocinio», ha poi ricordato il presidente Yj Metelli. «Il nostro patrocinio non prevede nemmeno che si valuti il programma perché sappiamo benissimo che ogni volta la qualità è assicurata», ha commentato Lazzari intervenuto in rappresentanza di Uj che ha inoltre aggiunto: «Umbria jazz guarda Young Jazz fin dall’inizio con attenzione per aver colmato una offerta culturale e lo ha fatto con apprezzabili risultati». «C’è un’altra dimensione di Yj che ci interessa, quella che ha fatto molto bene anche a Perugia, anche se il fatto che non è stata più riproposta nel cartellone di Uj è solo per una questione logistica di assenza di spazi e quindi questo significa che nessuna porta è chiusa anzi speriamo di riaprirla presto».
Per Young Jazz, ha infine rimarcato Metelli sottolineando la sezione Community del festival, «cultura e sociale sono strettamente legati, perché un evento e il suo territorio sono migliori se i concerti possono essere fruibili da tutti».

Anche quest’anno Young Jazz Festival continua così ad essere un grande contenitore che si apre ai contributi, alle contaminazioni e ora alle “visioni” dei componenti dell’omonima associazione, del pubblico e della creatività dei musicisti. Varie le interpretazioni del jazz messe in campo con ogni concerto caratterizzato da diverse declinazioni del jazz contemporaneo.

Pointer Dance
Pointer Dance

Per la sua quattordicesima edizione il festival propone una line-up che mette insieme interpreti talentuosi e “visionari” del jazz italiano che animeranno i luoghi più suggestivi della città umbra (Spazio Zut, Spazio Astra, Auditorium Santa Caterina, Auditorium San Domenico, Serendipity, Relais Metelli). Anche con la programmazione di quest’anno, pertanto, YJ continua a puntare su musicisti giovani e italiani, con un risvolto di forte carattere innovativo e di sostegno alle nuove generazioni. Tra i protagonisti quindi ci saranno: Aparticle (Michele Bonifati, Giulio Stermieri, Ermanno Baron, Cristiano Arcelli), Francesco Ponticelli che con il progetto ‘Big Mountain, Small Path’ chiama a raccolta Daniele Tittarelli, Alessandro Presti, Stefano Carbonelli, Enrico Zanisi, Enrico Morello; Tommaso Perazzo Trio (Perazzo, Marco Zenini, Marcello Cardillo); il quintetto Clock’s Pointer Dance (Paolo Malacarne, Andrea Catagnoli, Andrea Baronchelli, Michele Bonifati, Filippo Sala); Simona Severini Solo (voce e chitarra). Incontro anche tra reggae, jazz e afrobeat con The Maghreban, eclettico produttore londinese.

Senza dimenticare chi mantiene una freschezza musicale anche dopo anni di esperienza come Roberto Gatto, al festival con il quartetto (Alessandro Presti, Domenico Sanna, Matteo Bortone) e i Quintorigo (Valentino Bianchi, Gionata Costa, Andrea Costa, Stefano Ricci, Alessio Velliscig, Simone Cavina). Ed infine, il ritorno del progetto che caratterizza di più lo spirito sociale di Young Jazz: la Liberorchestra diretta da Giovanni Guidi, Rinor Marku, Maurizio Pirone, Roberto Casini e con la partecipazione straordinaria di Antonello Salis.

Jazz community

Young Jazz, inoltre, dal 2011 continua a portare avanti con fiducia e passione la sezione dedicata alla commistione tra la musica jazz e le realtà sociali del territorio. ‘Jazz Community’ è infatti la sezione che ha caratterizzato fortemente il festival folignate rendendolo unico nel suo genere a livello europeo: la sinergia tra il jazz e varie tematiche sociali è infatti motivo di orgoglio per il festival e per la città di Foligno. Una formula vincente, in quanto dalla sua nascita sono state possibili molte collaborazioni con enti, istituzioni, cooperative e associazioni di volontariato, con le quali si creano progetti ed eventi di grande valore socioculturale e artistico. ‘Jazz Community’ si muove dal presupposto che la cultura e l’agire sociale siano strettamente connesse, e che la prima influenzi fortemente la seconda, rendendo possibile l’interiorizzazione di valori e modelli cari anche alla musica jazz quali la condivisione, l’integrazione, la liberazione del proprio io più profondo, l’accessibilità, l’improvvisazione, la creazione e l’accettazione.

Per l’edizione 2018 sarà la comunità a diventare essa stessa protagonista del Festival. Gli appuntamenti targati Jazz Community saranno quattro: ‘L’albero incantato’ con Irene Morici, spettacolo musicoteatrale per bambini in collaborazione con Emergency; ‘La donna che odiava Jazz’ performance di C.L. Grugher con Rosa Brunello (contrabbasso e musica originale), Marzio Minchielli (tanguero), Giulia Battisti (voce), Marta Bertini (testi), Livia Villani (scenografia), Pomodoro Produzioni (Sound design) sul tema della violenza di genere in collaborazione con Comune di Foligno, UslUmbria2, Soroptimist; ‘Liberorchestra’ diretta da Giovanni Guidi con ospite speciale Antonello Salis (orchestra ormai ufficiale di Young Jazz, che ogni volta emoziona e incanta il pubblico, formata da una quarantina di musicisti che hanno svolto un laboratorio musicale coordinato dal 2011 dal direttore artistico Guidi all’interno delle attività previste nel centro socioriabilitativo semi-residenziale per persone disabili adulte ‘Il Laboratorio’ della UslUmbria2 e gestito dalla cooperativa sociale La Locomotiva); ed infine il concerto accessibile ‘Big Mountain, Small Path’ con il sestetto del giovane contrabbassista Francesco Ponticelli protagonista del concerto multisensoriale totalmente accessibile a tutti in collaborazione con l’Associazione Festival per le Città Accessibili, la USLUmbria2 (Dipartimento di Riabilitazione) e Ormesa Dedo. Un concerto legato ai temi dell’accessibilità e dell’inclusione grazie ad una speciale pedana sensoriale che permette ai non udenti di sperimentare le vibrazioni sonore attraverso il corpo e con l’opportunità quindi di “ascoltare” la musica in maniera diversa. Il concerto accessibile, dopo l’esordio dello scorso anno, porrà inoltre ancora grande attenzione agli ostacoli che si possono presentare in queste situazioni apparentemente normali, dedicando degli spazi in platea a persone con carrozzina e presentando il concerto insieme da un interprete Lis (linguaggio dei segni), nonché stampando alcuni programmi in Braille e mettendo a disposizione una mappa tattile presso l’Infopoint.

Anteprima e coda del festival

Ad annunciare in note l’edizione 2018 del festival di Foligno sarà una speciale anteprima, realizzata in collaborazione con Rockin’Umbria e il Rework di Perugia. Nel locale perugino infatti, e per la sezione ‘Finest corner’ ideata per dare spazio alle proposte più raffinate della programmazione, venerdì 28 settembre si esibiranno Dj Gruff e Gianluca Petrella, due assoluti fuoriclasse dei rispettivi ambiti musicali: uno dei protagonisti della storia del rap italiano e la superstar internazionale del trombone hanno deciso di unire le proprie esperienze di lungo corso in un progetto realizzato in duo che fa incontrare il rap, l’hip-hop e il turntablism con il jazz, la sperimentazione e l’improvvisazione.

Infine due le code del festival e a pochi giorni dal termine della quattro giorni di Young Jazz. All’interno dell’Umbria World Festival 2018 di Foligno è infatti in programma il 13 ottobre a Palazzo Trinci di Foligno il concerto del sestetto Seacup che si compone di un organico inusuale (Ilaria lanzoni, Clara Garcia Barriento, Andrea Beninati, Francesco Panconesi, Michelangelo Scandroglio) che racchiude al proprio interno i mille volti di Stefano Tamborrino che si espone in un inatteso ruolo di compositore e in bilico tra una moltitudine di colori che rendono il prodotto finale libero da ogni classificazione di genere.

Il 19 ottobre invece, ed ancora a Perugia all’Auditorium Santa Cecilia (per una collaborazione con Suoni Controvento e Associazione Start), in programma c’è lo showcase di presentazione del nuovo progetto di Dimitri Grechi Espinoza. “Re-Creatio” è il secondo capitolo del progetto più generale Oreb dell’artista e sempre di sax solo.