Un mese in più per ammirare l’allestimento curato da Vittorio Sgarbi e Francesco Moschini, per l’esposizione promossa dalle fondazioni Cassa di risparmio e CariPerugia Arte

PERUGIA – “Da Raffaello a Canova, da Valadier a Balla”, sull’onda del grande successo è stata prorogata fino al 4 novembre la mostra che espone oltre 100 capolavori dell’Accademia nazionale di San Luca di Roma.

A Perugia, infatti, la straordinaria bellezza del patrimonio artistico dell’Accademia romana ha fatto centro, riuscendo ad attrarre visitatori di tutte le generazioni, tanti italiani ma anche numerosissimi stranieri, nelle sedi di palazzo Baldeschi e palazzo Lippi Alessandri, dove è allestita la mostra promossa dalla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia e organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte.
Dato il grande successo ottenuto, per offrire una ulteriore occasione ai visitatori per vedere le oltre 100 opere dell’allestimento a cura di Vittorio Sgarbi e Francesco Moschini, la mostra è stata prorogata di oltre un mese.
Verranno riproposti anche i percorsi a tema oggetto di un programma particolarmente apprezzato dal pubblico che ha proposto ogni mese visite guidate su un argomento specifico, come i simboli nelle opere d’arte, il nudo, il sacro e il profano.

Un evento d’eccezione verrà organizzato anche nella giornata del 18 ottobre, data in cui l’Accademia festeggerà il suo patrono San Luca Evangelista, protettore degli artisti.
La proroga della mostra e le iniziative ad essa legate saranno un’occasione imperdibile non solo per cittadini e turisti, ma anche per le scuole, che già numerosissime hanno accompagnato i propri studenti negli spazi espositivi per ammirare un progetto che si compone di dipinti, sculture e disegni architettonici, testimonianze della grandezza di quella che per secoli è ancora oggi una delle più antiche istituzioni culturali italiane.

Sarà possibile ammirare per un altro mese lo splendido Putto reggifestone di Raffaello che troneggia con le sue dolci movenze nella prima sala; i sensuali nudi femminili come quelli che popolano il bozzetto Le ninfe che incoronano la dea dell’abbondanza di Rubens; la Madonna con il Bambino fra gli angeli musicanti di Anton Van Dyck, accompagnata dal relativo disegno; il maestoso gesso di Antonio Canova raffigurante la testa di Clemente XIII che sembra fronteggiarsi con la figura colossale del Cristo realizzata dell’artista danese Thorvaldsen. E poi ancora Bronzino, Pietro da Cortona, Guido Reni, Guercino, Wicar, Hayez, Giambologna, per finire nel Novecento con l’autoritratto di Giacomo Balla e lo struggente Ritratto di Bianca in piedi, un omaggio alla giovane figlia del pittore Amedeo Bocchi. Spazio anche all’architettura con i progetti di Filippo Juvarra e Giuseppe Valadier.
«La mostra ha raggiunto un risultato straordinario, dovevamo cercare di lasciarla a disposizione della nostra comunità e di tutti gli appassionati quanto più a lungo possibile. Ringrazio dunque la disponibilità dell’Accademia e del suo Presidente Gianni Dessì che ci ha permesso di prorogarne la chiusura», ha commentato il presidente della Fondazione CariPerugia Arte, Giuseppe Depretis.
Un percorso espositivo di respiro nazionale e internazionale, che merita di essere visitato anche perché molte delle opere sono state esposte per la prima volta proprio a Perugia.

Info e prenotazioni: palazzobaldeschi@fondazionecariperugiaarte.it

www.fondazionecariperugiaarte.it