Truffa dello specchietto nel parcheggio dell’ospedale: stavolta il malcapitato non ci casca. E arriva la polizia

Fermati un uomo e una donna: in auto avevano ancora i gessi utilizzati per simulare i danni all’automobile. Occhio a non farsi fregare

PERUGIA – L’imbroglio stavolta non ha funzionato. Stavolta, perché di casi analoghi ma andati a buon fine sono piene le cronache, anche regionali. È la più classica delle truffe, quella dello specchietto. Fingono di aver subito un danno all’auto, chiedono alla vittima i soldi per il risarcimento, evitando così di mettere di tirare in mezzo l’assicurazione, e il malcapitato spessoabbocca: paga 80, 100 euro per non avere noie e chiude la questione. Stavolta no.

L’ultimo tentativo mercoledì pomeriggio, nel parcheggio dell’ospedale di Perugia. Vittima del raggiro, un uomo. Che però non si è fatto fregare, ha chiamato il 113 inducendo il (goffo) truffatore a inforcare la propria auto e ad allontanarsi in tutta fretta. La volante di servizio nel parcheggio del Santa Maria della Misericordia – insieme a un equipaggio del Reparto prevenzione crimine “Umbria-Marche” – lo ha rintracciato poco più tardi in viale Centova, ancora a bordo del veicolo, in compagnia di una 23enne. In auto, ancora i gessetti utilizzati per simulare i danni allo specchietto retrovisore. Sia per l’uomo, un 42enne, che per la ragazza, entrambi siciliani, con precedenti per reati contro il patrimonio e ora indagati per tentata truffa in concorso, è scattato il divieto di ritorno nel comune di Perugia.

Nei giorni scorsi, non lontano dallo stesso ospedale, i poliziotti della volante hanno individuato una 34enne tunisina su cui pendeva un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Roma per una rapina commessa nella capitale. La donna, al termine delle attività, è stata rinchiusa a Capanne, a disposizione dell’autorità giudiziaria.