[Quando la bellezza è una frode?]

un contributo de “Il tarlo”

La scorsa settimana, complice una fastidiosa influenza che aveva contribuito a renderci un po’ più fiacchi di quanto non avesse fatto il caldo, i miei nipoti ed io, per due giorni di seguito abbiamo guardato alcuni film di quelli che a loro piacciono tanto.

La narrazione si fondava sulla eterna lotta fra il bene ed il male, in un tempo indefinito, per molti aspetti simile al Medioevo. Castelli che dominano dall’alto di rupi inaccessibili e suggestive, vallate incredibili, boschi estesi e popolati, fiumi pescosi, laghi invitanti, dame, cavalieri, ma anche draghi orchi, elfi, maghi, fate, grifoni…

L’ambientazione, la scelta dei personaggi, lo sviluppo dei contenuti… nessuna novità rispetto alle fiabe che hanno colorato la mia infanzia e reso difficile il mio sonno di bambina; bellissimi video che però non rappresentano una vera novità se messi a confronto con quelli che ho visto al cinema diversi anni or sono, quando i film per bambini non erano numerosi come ora. La differenza sostanziale è data dagli effetti speciali, più sofisticati di quelli che ho apprezzato quando andavo a cinema con la mia piccola Gloria.

La cinematografia attuale può rendere una storia molto più penetrante, fortunatamente i bambini di oggi sono tanto più capaci di distinguere tra realtà e finzione e penso che questo dipenda anche dalla distanza evidente tra la loro quotidianità e ciò che viene reso possibile dagli effetti speciali, così i bambini di oggi difficilmente si svegliano spaventati nel cuore della notte. Sono solo armati fino ai denti per tutto il giorno, come lo erano mio fratello ed i suoi amici.

Insomma, per alcuni aspetti nulla di nuovo, per altri tutto incredibilmente diverso ed elettrizzante. Mentre sonnecchiavo vicino ai miei nipoti, il tarlo si è messo in attività e, seguendo il filo rosso di questi pensieri mi sono chiesta perché, da sempre, nelle storie per bambini i cattivi sono brutti ed i buoni sono belli. I cattivi sono stupidi e cercano sempre di vincere con la supremazia numerica mentre i buoni sono intelligenti ed hanno la meglio con la strategia. Gli effetti speciali enfatizzando questi aspetti e non lasciano spazio a visioni alternative.

Una delle leggi che governano la natura sembra essere quella della maggiore possibilità di sopravvivenza genetica di alcuni elementi rispetto ad altri, così pare che la razza sia programmata per privilegiare alcune caratteristiche fisiche, certamente legate al miglioramento della specie.

Tutti apprezziamo la bellezza, per alcuni è così importante che pur di essere o rimanere belli sono disposti a farsi plasmare in sala operatoria. Non mi scandalizzo per questo, non lo condivido, ma credo abbastanza nella libertà individuale da non farne motivo di riflessione.

Ritengo però che dovremmo smetterla di ammirare tanto la bellezza e di considerarla necessariamente collegata ad altre apprezzabili caratteristiche. E’ questo che ci fa sognare ad occhi aperti di possedere tutti i simboli (o simulacri) di bellezza: abiti, profumi, scarpe abitazioni, vacanze,…., l’elenco è lunghissimo.

Sospetto che questa nostra debolezza venga abilmente alimentata e garantisca un giro di affari considerevole, dovremmo pensare seriamente al fatto che la bellezza è importante ma che non è necessariamente collegata ad altre qualità e che fra tutte non è neppure la più importante.
Potremmo anche pensare che la bruttezza è quella descritta dal Divino Poeta che, magistrale regista e scenografo, all’inferno mette Gerione, volto bellissimo e corpo mostruoso, il simbolo della frode.