Ventinove i provvedimenti di allontanamento adottati: uno al giorno

PERUGIA – Rimpatri forzati, allontanamenti, inviti a lasciare il territorio nazionale: in numero tanto elevato, nel mese di luglio, da avvicinare Perugia a ben più grandi realtà italiane. Su questo fronte della sicurezza il capoluogo chiude un mese in overbooking. In cui il contrasto all’immigrazione clandestina segna 6 rimpatri, 5 accompagnamenti in diversi Cpr d’Italia, 14 Ordini del questore di lasciare il territorio nazionale e 4 – ma questo capitolo meriterebbe un approfondimento a sé – partenze volontarie di altrettanti stranieri che soggiornavano entro i confini della provincia. Sempre più frequenti, sempre più rapidi e in numero sempre più consistente i provvedimenti in tal senso. Ventinove in tutto nell’ultimo mese: praticamente uno al dì.

Per sei dei destinatari, tutti detenuti, il provvedimento di espulsione è stato disposto dal magistrato di sorveglianza quale misura alternativa alla detenzione: sono stati prelevati dal carcere e rimpatriati. Il primo è un cittadino serbo del 1983, condannato a una pena detentiva di oltre due anni e cinque mesi per diversi reati contro il patrimonio, ingresso illegale nel territorio dello Stato, guida senza patente e porto di armi e oggetti atti ad offendere, tutti commessi in provincia di Milano. Il secondo è un tunisino del 1975, condannato a un anno e quattro mesi per reati contro la persona, il patrimonio e la Pubblica amministrazione, oltre che per aver fatto ingresso illegale sul territorio dello. Il terzo invece è un cittadino albanese del 1979, con precedenti di polizia per furto, furto aggravato e ricettazione. Doveva scontare una pena di un anno e quattro mesi per il reato di falsità commessa dal privato ed era stato già colpito da un decreto di espulsione.

Il quarto, anche lui albanese ma del 1992, doveva scontare quattro anni e sei mesi per reati contro il patrimonio e contro la persona quali rapina, associazione per delinquere, furto, lesioni personali, guida senza patente o con patente revocata o non rinnovata, commessi nella province di Firenze, Arezzo, Brindisi e Prato. Il quinto, un marocchino del 1988, era stato condannato a tre anni e otto mesi per reati contro il patrimonio e contro la persona (rapina, lesioni personali, estorsione, evasione, furto aggravato, violenza o minaccia a pubblico ufficiale e danneggiamento, commessi nella Provincia di Pisa. Il sesto, un cittadino albanese del 1993, doveva scontare una pena di tre anni per rapina, rapina aggravata e furto aggravato, tutti commessi nella provincia di Perugia.

Un settimo uomo infine, un cittadino albanese del 1990 con precedenti per detenzione di sostanze stupefacenti già colpito da decreto di espulsione con trattenimento del passaporto ed obbligo di firma, dopo essere stato rintracciato dal personale in servizio di controllo del territorio, è stato accompagnato allo scalo aereo di Sant’ Egidio e imbarcato sul volo diretto a Tirana.