Pasticcio a loro insaputa, ma Perugia avrà i soldi e Terni no

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | All’unanimità, senza rendersene conto, tutto il Senato vota per cancellare i soldi per le periferie degradate dei centri urbani. La Marini spara a zero, ma azzoppa anche il suo leader Renzi. Prisco svela come si uscirà dal caos. Ma affossa Latini. E la samba continua

 di Marco Brunacci

PERUGIA – I danni che in questo Paese si fanno “a loro insaputa” sono ormai difficile da calcolare. Allora. La notizia è questa, molto in breve: il Senato ha votato all’unanimità un emendamento al Milleproroghe (un abominio di provvedimento tutto italiano per mettere toppe, distribuire prebende, favorire Tizio o Caio) e ha affondato gli interventi per il risanamento delle periferie urbane.

Per stringere: un missile sui conti di Perugia e Terni, che avevano la chance di recuperare pezzi di città con l’intervento dello Stato. Prima domanda: come mai tutti sono stati d’accordo sul niet quando la decisione di dare soldi alle periferie è stata presa dal Governo Gentiloni su input del precedente Gabinetto Renzi? Perché il caldo di agosto picchia? Perché un sindaco della Lega voleva avere soldi per alcuni suoi colleghi, anche di altri partiti, e non si è accorto che, nello slancio, li toglieva ad altrettanti e forse più colleghi anche della Lega?
Seconda domanda: passi per tutti i parlamentari umbri che hanno votato per affondare il Piano, ma pure Renzi ha votato contro. Si può?

Il pasticcio a loro insaputa comunque è completato. Bene ha fatto la presidente della Giunta dell’Umbria Marini a menare contro un Governo, come sognava di fare da anni. Poco importa se una legnata è arrivata dritta in testa anche a Renzi, suo leader. Anche questo all’insaputa di tutti e due. Poco importa che Romizi, povero sindaco di Perugia, si sia trovato in braghe di tela con una compagine di parlamentari della sua parte mai così forte e mai così tutti contro di lui.
Ma il colmo per il centrodestra è stato il Giano brifronte di Fdi, l’infaticabile deputato e assessore Prisco, che ha messo una toppa peggiore del buco dopo la gaffe del Senato e il caos da Governo gialloverde, che, con i suoi sgargianti colori, fa pensare sempre più alle samba del carnevale brasiliano più che ai pensosi studi di un brain trust.
Prisco non ha intenzione di dimettersi da assessore e con questo garantisce che del doman del Governo e della Legislatura non v’è certezza, il che, francamente, per diversi, è una buona notizia. Ma in qualità di deputato sarà ora chiamato a tagliarsi i fondi per realizzare quei piani che gli hanno permesso di essere eletto.

Allora: la Marini scende come una lama calda nel burro e sbugiarda il Governo ma anche tutti i suoi, affermando che quelli lì vogliono solo fare cassa. Invece Prisco dimostra di avere informazioni riservate, perchè dice che la Camera riporterà i soldi tagliati dal Senato nelle tasche dei Comuni ma solo quelli virtuosi. Con questo infila nel costato del disgraziato, ma leghista al titanio sindaco di Terni Latini, una lama lunga 16 centimetri (il numero di milioni che gli servono per Fontivegge). Perugia avrà i soldi, Terni no. Questo è il piano per mettere riparo alla follia del voto sul Milleproroghe.

Ricapitolando: in questo momento tutti i lavori iniziati a Fontivegge vanno a farsi benedire, il bilancio del sindaco di Forza Italia, Romizi, è ufficialmente saltato, ma l’idea è quella che verrà recuperato alla Camera il finanziamento, non appena quelli della Lega realizzeranno che le leggi si fanno col cervello, non con la pancia. Però Terni si può scordare (per merito della Lega) i soldi che Gentiloni gli aveva promesso. Piove sempre sul bagnato. Tanto Latini di problemi ne aveva pochi, anche solo quello di riunire il consiglio comunale, pover’uomo. Magari potrà chiedere le dimissioni, almeno da assessore, di Prisco, tanto per consolarsi.