Barberini: «In Umbria senza vaccinazioni non si entra nelle scuole d’infanzia»

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’assessore regionale alla Sanità sfida governo e no vax e chiama a raccolta anche i sindaci: «Non ci interessano le polemiche, ma la salute pubblica. Non arretreremo di un centimetro»

di Marco Brunacci

UMBRIA – «A noi non ci interessano le polemiche politiche, ma solo la tutela della salute pubblica, quindi sì alle vaccinazioni infantili, punto e stop. E chi non le fa in Umbria non entra nelle scuole di infanzia». Parole e musica dell’assessore alla sanità della Regione Umbria, Luca Barberini, che ritiene «sorprendente anche la sterile presa di posizione del ministro della salute Grillo, incapace di bloccare iniziative strampalate, arrivando in compenso a teorizzare il trasferimento di classe (o di massa) per gli alunni immunodepressi, collocandoli in altre classi o in scuole nelle quali è assicurata la copertura. Direi che la toppa è peggio del buco». Barberini attacca ancora la «confusa maggioranza» che sorregge il governo e annuncia: «Presenterò in giunta una legge regionale e auspico l’immediata approvazione da parte dell’assemblea legislativa per non vanificare i risultati raggiunti e per non tornare a un oscuro medioevo». Conclusione: «Siamo e sempre saremo a favore della scienza e della tutela della salute pubblica». E «non arretreremo di un centimetro».

A questo punto non resta che chiedere tempi celeri, visto che la scelta è stata fatta nella massima chiarezza, senza furbate, facendo appello alla razionalità dei cittadini e con il conforto della scienza medica. Una questione come quella delle vaccinazioni dei bambini è troppo seria per essere trattata a livello di merce di scambio elettorale per qualche voto sollecitato da informazioni il più delle volte irresponsabili e prive di fondamento veicolate su internet. La discussione c’è stata ed è terminata con il sì alle vaccinazioni obbligatorie per entrare nelle scuole dell’infanzia italiane. La decisione del penultimo Governo nazionale è stata precisa e non è stata smentita dal Governo Conte ma solo rinviata – si immagina per basse questioni di mantenimento di maggioranze anomale in Parlamento. Ora questa scelta viene ora confermata con forza e chiarezza dalla Regione dell’Umbria. Le famiglie umbre devono poter stare tranquille. Le parole sono quelle che si attendevano da una politica seria e responsabile. Si tratta ora di porre in essere tutti gli strumenti necessari. E farlo in fretta.