L’appuntamento presentato con una sfilata in piazza IV Novembre

PERUGIA – A Civitella d’Arna torna la festa delle campane e del dialetto perugino, a cura dell’associazione Proarna.

L’evento, in programma dal 17 al 26 agosto, è stato presentato in piazza IV novembre alla presenza del vicesindaco Urbano Barelli e dell’assessore Dramane Wagué al termine di una sfilata in costume composta da circa 40 figuranti, tra cui il parroco del tempo don Francesco Baldelli, il conte Giustiniano Degli Azzi e la signora Giulia accompagnati da un cavallo e calesse; questi ultimi nel 1850, anno della fusione delle campane, erano i proprietari del castello.
La sfilata è stata solo un assaggio di uno spaccato di vita contadina di metà ottocento che viene riproposta nell’ambito della festa.
Presenti anche Lamberto Salvatori, presidente della Proarna, Giuseppe Tufo, storico e regista della rievocazione storica, alcuni rappresentati dell’Accademia di Belle Arti di Perugia e Carrara, impegnati nella realizzazione della mostra Dentro e Fuori, e Sara Tosti curatrice della mostra.

«La mostra – spiegano dal Comune – nasce come idea di percorso di opere contemporanee, allestite all’esterno ed all’interno del castello di Civitella d’Arna e testimonia come in un piccolo paese che conta poco più di quattrocento abitanti, è possibile proporre manifestazioni di alto valore artistico e favorire una rinnovata crescita armonica tra uomo e ambiente. La correlazione che si attua tra spazio interno ed esterno è intesa nel duplice valore di luoghi da visitare, ma anche in quello di luoghi dell’anima, che si confronta con l’universo intero. Le campane rappresentano anch’esse questi duplici valori: la diffusione dei suoni e delle idee che sgorgano libere in un luogo ancora privilegiato sotto molti aspetti, i contrasti tra dentro e fuori, titolo di questa edizione, il silenzio ed il suono, la festa e la morte».

L’intento è in sintesi quello di sviluppare un’azione di conoscenza volta a riconoscere l’ambiente come parte di noi stessi, cioè di riconoscere e riconoscersi in Civitella d’Arna, luogo ideale per scambiare idee, per un confronto tra uomo e ambiente, creando così un piccolo itinerario interno ed esterno tra anima e natura.
Gli spazi destinati alle installazioni e individuati all’interno (il castello) ed all’esterno (il parco), su indicazioni degli artisti stessi, evocano percorsi poetici perché i luoghi sono intenzionalmente scelti per diffonderne le caratteristiche storiche, le usanze, la memoria, le attitudini degli abitanti e armonizzati dal suono delle campane.