Università, Perugia ancora prima tra i grandi atenei d’Italia

Perugia, la sede dell'Università degli studi (foto Roberto Settonce, riproduzione riservata)
Perugia, la sede dell'Università degli studi (foto Roberto Settonce, riproduzione riservata)

La classifica del Censis per servizi, borse di studio, comunicazione, strutture e internazionalizzazione. La soddisfazione del rettore Moriconi

PERUGIA – Università, Perugia è la prima tra i grandi atenei. Lo conferma la classifica annuale Censis da cui emerge come l’Università degli studi guidata dal rettore Franco Moriconi continua a occupare la prima posizione tra gli ateni statali fra i 20mila e i 40mila iscritti, con un punteggio complessivo di 93,8, davanti al secondo posto dell’Università di Calabria con 92 e a quello di Parma con 90,6 punti.

«Questo risultato, per noi di grandissima soddisfazione, è doppiamente importante – dichiara il rettore Moriconi – perché se è già molto difficile raggiungere il primo posto è notevolmente più arduo mantenerlo, e addirittura per cinque anni di fila. Il mio ringraziamento va naturalmente ai delegati e ai componenti degli organi di Ateneo, il cui spirito di sacrificio e di servizio si unisce alla dedizione dell’intero corpo docente e del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario. Un risultato di questa importanza, per di più conseguito per tanti anni di seguito, è evidentemente un risultato di tutti. Senza il contributo di chi si è impegnato per la crescita e l’innovazione del nostro Ateneo non avremmo potuto sperare di fare così tanto e in così poco tempo, sempre a vantaggio, tengo a sottolinearlo, della collettività e del territorio. Abbiamo cercato di aprire una nuova era di condivisione e trasparenza, che vede l’Ateneo protagonista dei cambiamenti in atto, nonché motore della ricerca e dell’innovazione. I risultati ci hanno ancora una volta premiati e ci incoraggiano a migliorare ulteriormente».

La classifica, elaborata dall’istituto di ricerca per La Repubblica – spiegano da palazzo Murena – suddivide gli atenei italiani per categorie dimensionali omogenee e li valuta sulla base di 5 parametri: servizi, strutture, borse di studio per gli studenti, comunicazione digitale e azioni di internazionalizzazione.

«L’impegno per l’internazionalizzazione ha in particolar modo caratterizzato, negli ultimi anni – prosegue una nota dell’Università -, l’azione di governance dell’Ateneo Perugino, consentendogli di distinguersi sia per il progetto Erasmus che per bandi ad hoc finalizzati alla mobilità di studenti da e verso paesi Extra UE. Stessa attenzione è stata rivolta ai Docenti, con percorsi volti a favorire l’internazionalizzazione della didattica e della ricerca e favorendo lo scambio di visiting professor da numerosi paesi del mondo. In ultimo, ma non per importanza, il rilascio di numerosi doppi titoli di laurea con valore internazionale.
Progetti e percorsi di innovazione didattica hanno anche favorito la nascita di nuovi corsi di studi particolarmente attrattivi e innovativi, i quali spesso anticipano le nuove indicazioni ministeriali e che sono orientati alla valorizzazione, oltre che dell’internazionalizzazione, anche dell’interdisciplinarietà e della definizione di orientamenti altamente professionalizzanti».

«Da segnalare – commentano ancora da palazzo Murena – anche i fondamentali apporti di Adisu e Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che rispettivamente, attraverso l’erogazione di borse di studio e mediante il supporto al programma di internazionalizzazione dell’Ateneo, hanno senz’altro fornito un notevole contributo al raggiungimento dell’importante risultato. Una conferma, se ce ne fosse stato bisogno, della capacità dell’Ateneo di Perugia di fare squadra e di rendersi protagonista, a livello locale e nazionale».