Mancini (Lega) invita Poste italiane Spa e Giunta regionale a riferire in Commissione: «L’azienda metta almeno gli utenti nella condizione di poter assolvere al pagamento puntuale delle bollette».

UMBRIA – Il consigliere regionale Valerio Mancini (Lega) punta il dito su Poste Italiane Spa per l’apertura «a singhiozzo, nei mesi estivi, in molti comuni umbri». E nel sottolineare i diversi problemi che questa situazione crea ai cittadini, Mancini chiede un’audizione nella Commissione consiliare competente dei vertici aziendali di Poste e della Giunta regionale.

«Poste Italiane metta almeno in condizioni gli utenti di poter assolvere al pagamento puntuale delle sempre più numerose bollette. Non è ammissibile un servizio di apertura a giorni alterni». Così il consigliere regionale Valerio Mancini (Lega) che, nel puntare il dito sulla maggioranza che governa la Regione «troppo impegnata a convocare riunioni e spegnere incendi interni per accorgersi dei reali bisogni dei cittadini», chiede che venga programmata nella Commissione consiliare competente una audizione dei vertici di Poste Italiane Spa e della Giunta regionale.

Mancini fa sapere di aver «riscontrato questa problematica a Lerchi, frazione popolosa di Città di Castello, in alcuni quartieri tifernati come quello di Madonna del Latte, ma anche a Valtopina e in altre località umbre. Non bastava la consegna della posta a giorni alterni, con tutti i problemi conseguenti, ora si è arrivati a non garantire più nemmeno l’apertura quotidiana dello sportello di riferimento. Pieno rispetto per i dipendenti che giustamente usufruiscono delle ferie – precisa Mancini -, ma i vertici prevedano una rotazione del personale o supplenti, perché una persona anziana o con disabilità non può certo girare per l’intero comune nella speranza di trovare un ufficio postale aperto»”.