POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’assessore Barberini attende per fine settembre il ritorno a pieno regime delle sale operatorie. E intanto sul caso Pediatria si cercano soluzioni alternative

di Marco Brunacci

PERUGIA – Negli ospedali italiani servono più medici, quelli umbri non fanno eccezione. Non tutte le specializzazioni, anzi qualcuna è decisamente troppo rappresentata. Ma la carenza di anestesisti è il problema fondamentale, ora che gran parte delle discipline sono diventate interventistiche. Servono anche cardiologi e specializzati nell’emergenza per il Pronto soccorso. E tutto questo risulta da un documento che è stato presentato in Senato.

Per dare solo un numero: mancano almeno 40 anestesisti in Umbria solo per riuscire a far funzionare, come da protocolli, tutte le sale operatorie regionali. Non è un caso che nei giorni scorsi il grido di dolore del manager dell’Azienda ospedale di Perugia, Emilio Duca, e di quello della Asl 2, Imolo Fiaschini, ha prodotto i primi effetti. Stanno partendo concorsi per riempire gli spazi vuoti. La situazione è tale per cui non ci si ferma solo quindi alla vertenza aperta (nel caso di Duca), e anche a brutto muso, con l’Università, per l’incapacità dell’Ateneo (dovuta soprattutto alle ristrettezze economiche, ma non soli) di sostituire in organico i loro apicali usciti.

L’assessore regionale Luca Barberini si tiene alla finestra ma al ristretto circolo dei suoi spiega che aspetterà fino a fine settembre e non oltre. Per quella data dovranno ripartire al massimo dell’efficienza le sale operatorie e dovrà essere anche smaltito quel po’ di arretrato che si è accumulato in questi ultimi mesi.

All’Azienda ospedale di Perugia tiene anche banco la questione di Pediatria, uno dei motivi per cui c’è tensione tra i vertici dell’Azienda e la stessa Università, che non sa trovare soluzioni al problema. Il contrapporsi tra la responsabile Esposito e il professor Orlacchio sta diventando ai limiti dell’imbarazzante e comunque di difficile gestione nell’interesse dei pazienti. Tutti ormai sono concordi nel darci un taglio. Finora si è puntato sul buon senso dei protagonisti, se non ci sono svolte si dovranno – giocoforza – cercare altre modalità.