Regione Umbria, per una fake news rischiata la crisi di Giunta

Paparelli e De Augustinis
Paparelli e De Augustinis

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Un presunto Paparelli attacca su Fb l’assessore Barberini e gli dice cosa deve fare con il sindaco di Spoleto, De Augustinis. Ma è sicuramente tutto falso altrimenti la presidente Marini avrebbe già chiesto le dimissioni del suo vice

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sarà sicuramente una fake news. Un profilo tarocco su facebook, perché altrimenti la presidente della giunta regionale Marini avrebbe di sicuro già chiesto le dimissioni del suo vice. Maledette fake e maledetti siti tarocchi. O questi hacker irriverenti che si insidiano in ogni dove.

A onore del vero il vicepresidente della giunta regionale Paparelli, tra i protagonisti del record mondiale di salto in basso del Pd a Terni, giunto da partito leader al 12%, aveva avvertito in una intervista Tv a Pasquale Punzi che le fake news a Terni girano a tutto spiano e lui stesso pare ne mettesse in giro per farle scrivere.
E allora tutto si spiega, anche se la giunta regionale ha obiettivamente tremato per colpa di questa falsità. Pensate che sulla presunta pagina Fb del presunto Paparelli ci sarebbe un attacco al suo collega di giunta, Luca Barberini, che dovrebbe, a suo dire, correggere una «gaffe istituzionale». Quale sarebbe la gaffe? Il neosindaco De Augustinis avrebbe detto che renderà più efficiente l’ospedale San Matteo di Spoleto, contando sulla “grande simpatia” dell’assessore Barberini. Ed è ovvio, invece, che il Barberini può avere simpatie solo per sindaci di sinistra a denominazione di origine controllata dal Paparelli in persona. Tanto più che De Augustinis non è un sindaco normale, è quello che si è permesso di battere la grande candidata scelta dal gotha del Pd regionale, la quale, dopo aver fatto al primo turno un risultato così buono da doversi alleare al secondo con chiunque avesse un voto, anche se il “chiunque” faceva (sicuramente per scherzo) il saluto romano in foto, ha perso di 86 voti, secondo il destino dei pifferi di montagna, andati per suonare e finiti suonati.

Ma poi il De Augustinis dovrebbe sapere – ecco la gaffe istituzionale – che è la Regione che decide sull’efficienza degli ospedali, non lui. Magari, che so, se il De Augustinis sta sui calli alla giunta regionale, gli tagliano la luce e le coperte ai pazienti spoletini, tanto per spiegare chi comanda? Ognuno capisce che solo un falso Paparelli può prestare il fianco a così devastanti affondo degli avversari.
Ma il falso Paparelli, sul sito sicuramente tarocco di Facebook, non si ferma qui. Ha anche spiegato cosa deve fare adesso l’assessore Barberini. Non fosse un evidente falso, Barberini ingiungerebbe al Paparelli di farsi da parte dopo il tracollo di Terni invece di delirare lo sai tu su quali gaffe istituzionali. Ma è chiaro: è tutta una fake news. E Barberini è tranquillo. Infatti al Broletto continua a lavorare alacremente la task force che si occupa dei colpi di calore e sta preparando il necessario per l’emergenza contro i terribili effetti dell’esposizione al sole, specialmente in situazioni già compromesse. Come dire: i soliti problemi di stagione.

La presidente Marini potrà così andare in ferie tranquilla. Non dovrà aprire una crisi di giunta. Se questo è vero, figurarsi quanti decenni di governo possono programmare i leghisti dopo le geniali osservazioni a loro carico del finto Paparelli. Al sindaco Latini, nella stessa fake news, viene infatti imputato di aver vinto grazie al 70enne Melasecche, dove non si sa se il reato stia nell’avere 70 anni o nel chiamarsi Melasecche (alcuni giuristi sostengono, però, che sono entrambi prescritti). O l’osservazione sul nuovo vicesindaco Giuli, accusato dal sicuramente falso Paparelli, nella fake news stampata sul suo profilo taroccato Facebook, di aver bombardato la giunta precedente per poi mettersi in lista con gli attuali vincitori. Un Paparelli vero si sarebbe di sicuro ricordato delle decine di cronisti che passano dai giornali o dalla Rai alla sinistra, magari anche a Terni, e probabilmente in numero ben maggiore e con maggiori responsabilità rispetto a quelli che passano alla destra. E avrebbe evitato di tirarsi addosso lo sberleffo finale: se una intera giunta e il sindaco finiscono nella bufera giudiziaria nella quale sono finiti quelli del Pd ultima generazione di governo della città, bisogna essere ciechi come lo sono stati quelli della classe dirigente regionale e ternana per non capire quello che stava succedendo.