“Norme per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici di agosto e ottobre 2016 e successivi”: gli obiettivi del provvedimento

UMBRIA – Presentato lunedì in Seconda commissione, dalla presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini, il disegno di legge “Norme per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici di agosto e ottobre 2016 e successivi”. Il provvedimento punta allo «sviluppo economico delle aree colpite, alla semplificazione, alla sicurezza reale e percepita, alla qualità dell’edilizia con l’utilizzo di tecnologie innovative, alla prevenzione». Non vengono previsti nuovi strumenti urbanistici, ma un utilizzo più snello degli esistenti. Contemplato invece un master plan, quale «strumento strategico» per lo sviluppo della Valnerina.

A illustrarlo sono stati, insieme a Marini, il direttore regionale “Governo del Territorio e Paesaggio” Diego Zurli e il coordinatore dell’Ufficio speciale ricostruzione Umbria, Alfiero Moretti. Sul documento, la Commissione aprirà una nuova fase partecipativa (il 31 luglio con gli ordini professionali e il primo agosto con i portatori di interesse), cui a fine agosto seguirà l’analisi dell’articolato tenendo conto anche delle eventuali proposte che potrebbero emergere nel corso delle varie audizioni, alle quali prenderanno parte anche i tecnici dell’assessorato.

Marini ha tenuto a rimarcare l’importanza di dare vita ad una ricostruzione strutturale degli edifici, ma anche e soprattutto guardando a quella sociale ed economica di tutti i territori interessati dal sisma e quindi dalla ricostruzione. Per la Valnerina, in particolar modo, «l’obiettivo è utilizzare la ricostruzione come occasione di riqualificazione del territorio e degli insediamenti, sia a livello paesaggistico che della sostenibilità ambientale, puntando con decisione alla valorizzazione delle attività economiche che rappresentano le maggiori qualità del territorio», comunica una nota.

I punti salienti

Si legge ancora. Il Ddl punta alla riduzione della vulnerabilità sismica e al rafforzamento, con gli strumenti e le scelte disponibili nel campo delle attività edilizie ed urbanistiche, della percezione di sicurezza delle popolazioni, al fine di scongiurare ogni possibile fenomeno di abbandono e porre le condizioni per un “convinto e sereno” radicamento della residenza e delle attività economiche in un territorio che vede ripetersi con frequenza eventi sismici molto rilevanti.

Viene affrontato il tema delle delocalizzazioni, laddove le condizioni delle aree di sedime attuali di edifici e insediamenti, anche a seguito di indagini aggiornate, non siano in grado di garantire sicurezza o laddove essa consenta di incrementare la sicurezza degli insediamenti e degli spazi pubblici.

Non sono previsti nuovi strumenti urbanistici. Contemplato invece per tutti i Comuni del cratere un migliore raccordo con la pianificazione di protezione civile. I Comuni maggiormente colpiti potranno disporre di un utilizzo particolarmente snello e flessibile degli strumenti esistenti, raccordando espressamente alcune procedure e riconducendo alcuni pareri in seno alla Regione, anche mediante conferenze di servizi, in modo da comprimere i tempi delle procedure, senza sacrificare i processi di partecipazione e disciplinando, ove possibile, anche i cosiddetti ‘tempi di attraversamento’ tra una fase e l’altra. Viene imposta la contestualità della parte strutturale dei piani con quella operativa.

Particolare attenzione viene posta alla ripianificazione, per riqualificare e mettere a sistema le aree trasformate a seguito del sisma e delle attività svolte nella fase di emergenza. Dal punto di vista edilizio si prevedono, con diversi gradi di flessibilità, interventi che riguardano l’assetto planivolumetrico degli edifici (aree di sedime, sagome, varianti del numero dei piani etc.), con particolari attenzioni anche agli edifici che presentano contiguità strutturale con altri immobili.

Un ulteriore elemento di novità del disegno di legge è quello che consente l’utilizzo temporaneo a fini abitativi delle pertinenze degli edifici, a particolari condizioni. In materia di deposito e autorizzazioni sismiche viene specificato il raccordo fra le attività degli uffici regionali del Genio Civile e dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria.

Nel testo viene anche proposta la proroga dei termini per l’ultimazione dei lavori di riparazione e ricostruzione di edifici privati danneggiati dal sisma del 1997, in molti casi ormai giunti ad avanzato stato di realizzazione. Vengono anche stabiliti termini più ampi per la produzione, da parte dei beneficiari del contributo, della documentazione necessaria ai Comuni per la definizione ed approvazione finale delle pratiche concessorie, nonché l’erogazione del saldo del contributo.