POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Agli stati generali dell’Umbria vertici confermati (la Polidori), sorrisi con la Lega, campagna per riconquistare la società civile. Inizio burrascoso (con Baldoni) poi il “rivediamoci a settembre”

di Marco Brunacci

PERUGIA – Stati generali di Forza Italia dell’Umbria. Bisogna tirarsi un po’ su, ma alla fine contano i fatti. Che sono: 1. Forza Italia ha qui due parlamentari eletti che prima non aveva; 2. Forza Italia Umbria ha avuto i denari per riavere una sede sua, non proprio su corso Vannucci vista Fontana maggiore, ma a Ponte San Giovanni, che comunque viene bene anche per Morroni, unico consigliere regionale rimasto, zona Gualdo, e per i ternani, pimpanti come neanche ai tempi di Ciaurro (perchè allora dovevano fare i conti con l’irascibile Melasecche), visto che c’è l’uscita della superstrada.

Sulle percentuali ottenute meglio non stare a sottilizzare. Per altro la debordante Lega, l’alleato pigliatutto, alla fine i suoi piccoli arrosti (Passignano) li ha fatti nelle ultime amministrative appena concluse.

Il summit è cominciato come una riunione di condominio tempestoso, ma è finito con le risposte alle domande e un rivendiamoci più in là che a tutti è sembrato ragionevole. Perfino al feroce saldino di Ponte San Giovanni, Baldoni, il più critico di tutti, ma anche a un po’ dalla linea verde del Movimento giovanile (“Noi siamo qui per Romizi”), che chiedono l’assunzione nel cielo dell’olimpo del partito per il loro astro di riferimento.

Linee guide per il futuro prossimo? Resta la coordinatrice Polidori e con lei la struttura non si cambia. Fiammetta Modena e Nevi, l’una a destra e l’altro a sinistra, a completare la trimurti. Con sant’Antonio Tajani che un po’ pensa per noi. Rinnovamento? Nelle strategie. Per esempio (ma non è una gran novità): apertura alla società civile, campagna acquisti tra professionisti e imprenditori (ma se Cucinelli qui resta renziano non ce ne sono mica tanti da contattare). E poi: Romizi è sempre il centravanti di sfondamento di tutte le partite, però bisogna spenderlo bene e con intelligenza. I ternani devono avere un ruolo di rilievo, dato che governeranno con Superman Latini la seconda città dell’Umbria per accordi prima dei risultati elettorali e delle percentuali. E poi Fi pretende che la Lega faccia spazio anche a Umbertide, dove pure i posti sono ridotti se non ridottissimi. A Spoleto invece ci pensa De Augustinis, ma lì è forte l’impronta civica della vittoria.

Sulla linea politica si sono accesi gli animi. Ma la spiegazione che Forza Italia è all’opposizione ma non “insieme” al Pd quanto piuttosto indipendentemente dal Pd, è stata sufficiente. E’ stato detto e ripetuto che il patto del Nazzareno è lontano anni luce. E gli azzurri umbri si sono sentiti rassicurati: non ci stanno a vedere che i “comunisti” se li mangia in insalata tutti giorni, feste comprese, il solo Salvini. A proposito: come saranno i rapporti con la Lega. Competitivi? Remissivi? No, idilliaci, è stato detto dai vertici regionali.

Segno che, per le scelte vere e proprie (per fare un esempio: Romizi farà il candidato alla Regione o toccherà alla Tesei?) bisognerà aspettare settembre. Per ora tutti al mare, tranquilli.