Le opere a china degli studenti dell’Accademia Pietro Vannucci, per un dialogo tra arte orientale e occidentale attraverso il mondo vegetale

PERUGIA – L’inchiostro di china come elemento di dialogo, di unione, di condivisione culturale ed artistica, attraverso il mondo vegetale impresso su antichi e nuovi disegni.

Prende vita così la mostra organizzata dall’Accademia di belle arti Pietro Vannucci e il Cams, Centro di ateneo per i musei scientifici dell’Università di Perugia, inaugurata all’interno della Temporary Academy, in via dei Priori 13. “Un dialogo tra arte orientale e occidentale: la rappresentazione botanica”, questo il titolo dell’esposizione, che si realizza grazie alla fattiva collaborazione tra la cattedra di Disegno per la decorazione (prof. Luciano Tittarelli) e il direttore dell’orto botanico (professor Marco Maovaz), frutto di un lavoro portato avanti nei mesi precedenti. «Una collaborazione continuativa che c’è fra le due istituzioni – ha spiegato Cristina Galassi, direttrice del Cams – grazie ad una convenzione attiva dal 2013, che ha dato vita a progetti come Mutazioni, al Darwin Day, ad iniziative di disegno dal vero alla Galleria di storia naturale e al Museo anatomico. Oggi, con questa mostra, si realizza ancora una volta una collaborazione consolidata che vede dialogare una serie di taccuini botanici giapponesi con il disegno dal vivo fatto dagli studenti dell’Accademia presso l’orto botanico».
DISEGNI_MOSTRA DIALOGO ARTE ORIENTALE E OCCIDENTALE (4)
Un connubio, quindi, che si consolida, anche tra due mondi. «Lo slogan del mio mandato come direttore dell’Accademia – ha detto Paolo Belardi, direttore dell’Accademia – è stato ‘da Perugia a Torgiano passando da Shanghai’. Questa mostra lo incarna perfettamente, perché il dialogo tra Oriente e Occidente nel segno del disegno è proprio la grande ‘chance’ che hanno oggi gli studenti che frequentano l’Accademia. Tanto gli studenti italiani quanto gli studenti cinesi». La mostra dà infatti voce alla realtà studentesca rappresentata a Perugia. «La questione ha ancora più importanza nel contesto attuale – ha sottolineato Luciano Tittarelli – considerata la sempre maggiore presenza, nelle istituzioni didattiche, di studenti provenienti dalla Cina e dai rapporti intrapresi ed in via di sviluppo con il Giappone. Il punto di partenza per questo dialogo culturale è una delle tecniche pittoriche più antiche del mondo: quella dell’inchiostro di China. Agli studenti dell’Accademia sono state fornite le immagini di due taccuini di disegni estremo – orientali che testimoniano le modalità della rappresentazione botanica con la China alla metà del XIX e negli anni ’20 del XX secolo. È seguita poi una visita all’orto botanico dell’Università per ritrovare, nelle collezioni di vegetali, delle ispirazioni per delle rappresentazioni botaniche attuali. L’esposizione dei fogli degli antichi taccuini, accanto agli schizzi realizzati dagli studenti, consente di approfondire la questione del dialogo tra culture e tecniche, nello spazio e nel tempo».

Le foto della mostra, che resterà aperta fino al 23 luglio, sono di Giuseppe Cardoni, eugubino appassionato di fotografia fin dagli anni Settanta, con alle spalle diverse pubblicazioni che raccolgono i suoi lavori, mostre collettive e personali.