POLE POLITIK DI MARCO BRUNACCI | Un’altra Direzione regionale umbra finisce a sbadigli, con appena un po’ di agonismo nelle schermaglie Verini-Guasticchi. E tanta attesa per le scelte nazionali

di Marco Brunacci

UMBRIA – Un’altra direzione regionale senza nessuna accelerazione verso una qualsivoglia via di uscita dalla crisi che ha colpito il Pd umbro. Si resta alle schermaglie – perché di schermaglie si tratta – della mattina. Walter Verini, veltroniano storico, ora sostenuto dagli areadem di Marina Sereni ma anche di Mauro Agostini, che dice di restare a disposizione del partito qualora ci sia chi voglia ancora proporlo alla segreteria regionale (Verini ricorda che 20-25 sindaci lo hanno già chiamato per dare la loro disponibilità a sostenerlo). E Guasticchi che lo rimbecca: “Io comunque mi candiderò alla segreteria regionale, secondo le regole che il partito si è dato”. Lasciando intendere che sarà una sfida a colpi di primarie, qualunque cosa pensino i dirigenti che vogliono far passare sotto traccia le scelte per il futuro del partito.

A stare a qualche sconsolato dirigente, l’impressione più pesante arrivata dalla direzione è stata proprio quella di un partito che ormai parla di se stesso e con se stesso, senza più avere referenti nella società circostante. Con pochi elettori che tendono a diminuire.

Di sicuro tutti non vogliono sbagliare cavallo adesso che la corsa non è ancora cominciata ma si tratta di posizionarsi. In quanto scommettono che il Pd resti un solo partito? Da una indagine riservata interna, fatta con pochi ma selezionati dirigenti, risulta che non più della metà sono convinti che questa formazione così com’è arriverà – come si dice nel calcio – a mangiare il panettone.

Cosa diventerà? Un Pd1 e un Pd2? Il partito della Nazione a guida Renzi ha un futuro, anche perdendo un pezzo di sinistra e nonostante lo scarsissimo seguito che ha il Gran fiorentino in giro per l’Italia? Un team con Zingaretti al comando si lascerà sulla destra un Fronte repubblicano guidato da Gentiloni-Minniti-Calenda e magari con un Letta di ritorno? Oppure sarà Richetti a der corpo a qualcosa che faccia riconquistare al partito le insegne del rinnovamento renziano senza Renzi? Nello sfondo resta forte e chiara una prospettiva: il ritorno della Margherita. Per un discorso che è più di teoria politica, in verità. Di fronte a un centro che attualmente non è rappresentato da nessuno, e per il principio che gli spazi, in politica, si devono riempire, cosa meglio che la vecchia ma nuovissima Margherita, anima moderata con spunti ambientalisti e laici ma non laicisti, con qualche dirigente di esperienza e un po’ di giovani che corrono?

Di fronte a tutte queste grandi incognite nazionali, le direzioni regionali dell’Umbria vivono di grandi sbadigli, afa nella mente, prima che nelle stanze, e nessuno spunto in prospettiva. Solo schermaglie.