POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Quando la Regione fa parlare di sé. Umbri nell’inquietudine, mentre a Bruxelles, con la Marini e Bartolini, vincono gli euroscettici

di Marco Brunacci

UMBRIA – Quando la Regione fa parlare di sé. Prima notizia: il ministero degli Interni ha impugnato la legge dell’Umbria sul cyberbullismo. Altre Regioni hanno prodotto una normativa, ma pare che solo quella umbra sia caduta vittima innocente del fuoco di fila di obiezioni dei tecnici del ministero al momento retto da Matteo Salvini.

È scesa giustamente subito in campo la presidente dell’assemblea regionale, Donatella Porzi, che ha bastonato i tecnici del Viminale, in qualità di madre del provvedimento, ma ha concluso spiazzando tutti. Ha affermato che nella legge che porta la sua firma non c’è niente di “sovversivo”, tra virgolette. Farsi bocciare una legge dal ministero non è mai una bella cosa. Difenderla è probabilmente un giusto impulso. Ma affermare che la legge varata «non è sovversiva» apre scenari. In tanti stanno ancora riflettendo: al secondo piano di palazzo Cesaroni, tra gli stucchi alle pareti, i tristi lucernai e gli sbadigli per le discussioni in consiglio, cova la rivolta? «Prego s’accomodi», è la parola d’ordine della nuova Vandea? Maurizio Manini come Gioacchino Marat?

Qualcuno avrà mai immaginato, anche fosse solo per un momento, Donatella Porzi come la nuova Rosa Luxembourg? O una pasionaria del genere artista e amica dei rivoluzionari alla Frieda Khalo? Paciosa e serena, non ricorda forse più Florence, detta Flo, Nightingale, la pioniera della Croce rossa? Sarà, ma l’impugnativa della legge del Ministero è un fatto, il commento in risposta all’iniziativa del Viminale invece getta tutti nell’inquietudine.

Seconda notizia: dice l’agenzia di stampa della Regione che la presidente Marini e l’assessore Bartolini hanno compiuto una nuova, sicuramente benemerita missione a Bruxelles, dove francamente si trovano ormai come a casa propria. Anche qui, quello che suscita inquietudine è la foto allegata alla nota dell’agenzia, che mostra pochissime persone che assistono alle comunicazioni dei due valenti amministratori umbri, perse in file di sedie vuote. Davvero gli euroscettici hanno conquistato anche Bruxelles? Non si può fare più niente? O – almeno lasciateci almeno una speranza per credere che il sogno europeo alla Spinelli non sia finito – è solo perchè non hanno trovato alcun buon motivo per assistere allo speech a cura dei massimi vertici dell’Umbria?