POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Oliviero alla conquista degli ex moriconiani delusi. Elisei sugli umanisti. L’apripista Lomurno e il ruolo di Puma ma anche di Mearini e Morelli

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il vento di Saragano soffia sulle elezioni del nuovo rettore che stanno conoscendo una inattesa accelerazione estiva. È il vento di Saragano che si è infilato nelle truppe che hanno portato Moriconi al successo di 4 anni fa e che ora si ritrovano poco e male in un progetto minimalista che il rettore in carica cerca di proporre. Portando – dicono i rumors accreditati – due candidate rettrici donne che non hanno entusiasmato affatto la platea dei docenti moriconiani, non quelli soft ma neppure quelli al titanio. E così nello “sciogliete le righe” di Medicina, facoltà cruciale nello scacchiere per il prossimo rettorato, cominciano i riposizionamenti.

Il candidato rettore principe, al momento, Maurizio Oliviero, come si sa, qui è partito in vantaggio e ha centrato già due-tre obiettivi di quelli pesanti. E a Saragano c’era, invitato, con una gran bella platea a disposizione, anche di imprenditori, per convincere i miscredenti e fare discepoli. L’autore degli inviti, Carlo Clerici, gastroenterologo e, per la serata, anche musicista, viene considerato fin dalla scorsa elezione un seguace del prof di diritto costituzionale. I successi di Oliviero non stanno tanto nell’invito quanto nei contatti. Gli ex moriconiani di Medicina si stanno guardando intorno e in diversi vedono nel nuovo Oliviero-Dechamps, che ha fatto tesoro degli errori del passato, un approdo sicuro o comunque meno incerto delle passate elezioni. Come abbiamo qui già riferito, l’altro candidato rettore leader, Elisei, si dedica a rassicurare gli umanisti, che vuole dalla sua parte. E sarà l’ultimo ad arrivare a Medicina.

A Saragano, come si sa, tra una piazzetta da sogni-bomboniera sulle colline umbre e una cygar room da far andar giù di testa anche Fernando Pessoa, si è svolta una serata in ricordo di un grande medico, l’endoscopista scomparso Giuseppe Russo, ma è stata fatalmente anche l’occasione per contarsi e guardarsi in faccia. Contarsi: chi c’era e chi mancava. Tra gli odontoiatri Peppino Lomurno presente, ma non il rivale Stefano Cianetti. Assenti anche Carlo Cagini e Paolo Calabresi. Clerici dice che Saragano poteva ospitare al massimo 120 persone e ha dovuto fare qualche scelta. Ma, garantito, a distanza di giorni, c’è ancora chi si chiede, tra i medici, perché non abbia ricevuto l’invito e si arrovella di congettura in congettura, anche quella della mail non ben controllata e finita in spam. I docenti che avrebbero voluto essere a Saragano sono tutti quelli delusi da Puma, ma, come ovvio in questi casi, mettiamoci pure quelli in cerca di una promozione da ordinario.

A tutti Oliviero promette di fare da grande pacificatore: ha con sé Bistoni e i bistoniani, ma vuol rassicurare tutti, anche gli avversari dell’antico rettore nel nome – come si diceva un tempo in politica – di «equilibri più avanzati». Nel frattempo quelli faticosamente ottenuti, però, sono così fragili da rischiare di sbriciolarsi come grissini. Hanno virato, come detto, su Oliviero, sospinti anche dal vento di Saragano, i nuovi antipatizzanti di Puma, l’ottimo chirurgo toracico che però nel ruolo di play maker della politica sanitaria del rettore dà l’impressione della mosca finita nelle tante reti di ragno che giornalmente vengono distese nelle segrete stanze di Medicina. La scelta di Fiorucci per Gastroenterologia ha prodotto effetti a catena non più gestibili.

Nel riposizionamento dei moriconiani, Lomurno ha fatto da apripista, ma ora si moltiplicano gli interrogativi. Per dirne due: con chi sta Ettore Mearini, nel mentre viene considerata fatta la scelta pro Oliviero di Elisabetta Costantini? E Antonio Morelli, il vecchio leone di tutte le elezioni, anche se da fuori, per chi spingerà?