POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Tajani, plenipotenziario per la riforma del partito e gli assetti regionali, mette sotto esame l’Umbria azzurra. Il giallo della riunione, convocata d’urgenza, lunedì alle 19

di Marco Brunacci

PERUGIA – Forza Italia, la quiete prima della tempesta. E c’era da aspettarselo. Non poteva durare la bonaccia, perché, alla fine, qualcuno che facesse presente le percentuali da retrocessione delle ultime elezioni politiche doveva pur trovarsi. Così, non appena è stato nominato Antonio Tajani vice ufficiale di Berlusconi, di fatto plenipotenziario per decidere chi resta e chi no tra i coordinatori regionale, è iniziata la corrida.

Gli avvenimenti, ricostruiti alla meglio, sono tutti delle ultimissime ore. C’è una convocazione di coordinamento regionale per le 19 di lunedì da parte della coordinatrice, improvvisamente in bilico, Catia Polidori, fra i tre parlamentari eletti in Umbria nell’ultima tornata elettorale. E già la discussione impazza: gli inviti sono stati fatti correttamente? Tutti gli aventi diritto a partecipare sono stati chiamati? E comunque: perché tanta fretta?
A disseppellire l’ascia di guerra è stato Raffaele Nevi, deputato ternano, che con Tajani ha un rapporto al titanio e non da ora. Da quel che si dice in giro veramente è stato un tornado. Magari però in tanti esagerano. Esaminando i vari rumors, si può concludere che Nevi ritiene la gestione della coordinatrice Polidori troppo animosa, le rimprovera un eccesso di litigiosità nel partito, dovuto al carattere impulsivo della deputata azzurra. Ma Nevi sarebbe anche tra quelli che sostengono di non sapere niente della convocazione di lunedì e in ogni caso la ritengono una mossa non condivisibile.

Dopo aver usato gli aggettivi più soft e politicamente corretti, va detto che nessuno scommette un soldo bucato sul fatto che la sfida Polidori-Nevi finisca in bonis. Anzi. Probabilmente si chiuderà solo davanti al Sinedrio nazionale del partito. La Polidori ha rapporti ottimi con il numero uno Berlusconi, testimone suo alle sue recenti nozze, ma Berlusconi ha delegato al neonumero due Tajani la riforma del partito. E ha chiesto sostituzioni in molte regioni italiane, tra queste, tutto fa pensare che ci sia anche l’Umbria. Se poi il partito si chiamerà ancora Forza Italia oppure Popolari italiani presto si saprà.