Elena Santarelli e la malattia del figlio: «Mai pianto davanti a lui»

«Una madre deve essere forte, anche davanti alla diagnosi peggiore»

Fingere che tutto sia normale, quando tutto in realtà ti farebbe crollare. Deve fare anche questo, una mamma. Restare in piedi. Pure quando il dolore fa tremare le gambe, e avresti solo tanta voglia di piangere. È la condizione in cui racconta di vivere Elena Santarelli dal giorno in cui suo figlio Giacomo (8 anni) ha ricevuto la terribile diagnosi: tumore. Da allora non ha mai pianto, non davanti a lui. «A volte, mi chiedo: com’è possibile? Ma in certi frangenti, la forza arriva», racconta in un’intervista al Corriere della Sera, «io non ho mai trattato mio figlio da malato, gli ho sempre detto che, mentre si fanno le chemio, si studia e questo ha creato una normalità nella mia vita e nella sua».

Da allora la famiglia, il papà ex calciatore Bernardo Corradi e la sorellina Greta, di 2 anni, è più unita di prima: «Non è detto che un tumore annienti la vita. Ogni caso è diverso, ma mio figlio corre, mangia, ride, ha una vita normale al 60-80 per cento. Vorrei che le mamme avessero speranza». Per questo ha deciso di rendere pubblica, con un lungo post sui social, la loro battaglia. Per aiutare la ricerca. La prima sera al Bambin Gesù di Roma è stata la più difficile: «Non volevo che Giacomo vedesse i bambini intubati, non potevamo dirgli subito: ora fai la chemio, perdi i capelli, combatti le cellule».

Le lacrime, quando scappano, solo di nascosto: «Metti al mondo un figlio e vuoi proteggerlo, ma non sai che puoi sentirti così tanto impotente». Il futuro è speranza: «Aspettiamo di sentirci dire che siamo a fine terapia. Non sarà presto. Il percorso è lungo, confidiamo di essere nell’80 per cento che si salva».