CR7: la prima maglia juventina autografata è di un folignate. O no?

Piccolo “giallo” dopo il trasferimento in bianconero del fuoriclasse portoghese. SportItalia: «La t-shirt è nostra». La risposta dell’imprenditore umbro: «Non ho fatto nulla di scorretto». E già si muovono gli avvocati

FOLIGNO (Perugia) – C’è chi farebbe di tutto per una firma di Cristiano Ronaldo. La Juventus, che per metterlo sotto contratto verserà cifre da capogiro. E i tifosi, disposti persino, pare, a finire in tribunale pur di avere un suo autografo. Sembra infatti destinata a finire così la vicenda – nata in Grecia e presto rimbalzata in Italia – riguardo la proprietà vera o presunta della prima maglia bianconera autografata dal campione portoghese. Che un imprenditore umbro dice essere sua, anzi della flglia, e che invece l’emittente televisiva SportItalia reclama, con tanto di avvocati già sul piede di guerra.

La storia. La t-shirt è apparsa mercoledì in una foto postata dall’account Instagram della S&G Thesign, azienda gestita (anche ma non solo) da un folignate che ha trascorso le vacanze nello stesso resort greco dove alloggiava CR7. E che approfittando dell’occasione – ha raccontato ai microfoni di Radio gente umbra – avrebbe fatto autografare la maglia: «Cristiano Ronaldo è un campione di umanità e professionalità – le sue parole in sintesi, qui l’intervista completa -, nei giorni di vacanza si è sempre allenato. Con le mie bimbe è stato molto gentile e alla mano. Vendere la maglia? Lo farei solo per beneficenza». Una bella storia estiva da raccontare sotto l’ombrellone, a prima vista. Il bello ricco e famoso, c’è. La famiglia nazional-popolare, c’è. E il lieto fme sembrerebbe scontato. Invece…

L’altra storia. Invece no. Perché la versione dei fatti fornita da SportItalia – riportata tra gli altri da TuttoJuve.com – è ben più spinosa e particolareggiata: un inviato di Sportitalia, Carmine Rossi, avrebbe voluto far firmare la prima maglia bianconera al fuoriclasse portoghese, ma fermato dalle guardie del corpo di CR7 all’ingresso del resort, «grazie ad un aggancio italiano presente nell’hotel, ha lasciato la maglia per provare a ottenere la firma – si legge -. Peccato che il turista non abbia riconsegnato la maglietta all’inviato di Sportitalia e l’abbia regalata alla figlia, postandone fiero l’immagine sui social». «Nel frattempo sta partendo una denuncia per appropriazione indebita – scrive ancora Tuttojuve -. Sportitalia ha dato mandato ai legali per recuperare la maglia e metterla all’asta» in beneficienza. E almeno su questo le due versioni coincidono. «Tutto è dimostrabile, e di mezzo ci sono gli avvocati», conferma il folignate a Rgu, «non ho fatto nulla di scorretto».