Il presidente Sase: «Con uno sforzo dei soci e un investimento di alcuni Comuni l’aeroporto può decollare». E spiega il giallo dei voli sospesi e poi riproposti da Aliblue: «Ci hanno chiesto di metterci noi dei soldi. Non si poteva fare»

PERUGIA – Ernesto Cesaretti, presidente della Sase, la società di gestione dell’aeroporto San Francesco dell’Umbria, determinato, convinto delle sue ragioni, indispettito non poco dall’iniziativa del Pd di chiamarlo a rapporto in Assemblea regionale, ma soprattutto con un’idea precisa per uscire da questo incredibile tira e molla dei voli che partono, non partono, si cancellano, si ripropongono per finire di nuovo in nulla.

«Bisogna tener presente che l’aeroporto funziona. Per i voli ci sono stati problemi ma questo non deve nulla togliere al fatto che abbiamo ottenuto la concessione per altri vent’anni in virtù di conti in ordine, con un piccolo ma significativo utile di esercizio – dice durante la trasmissione Time Out personaggi di Marco Brunacci su Tef channel – Se vogliamo avere ulteriori voli di collegamento, con compagnie serie che mantengono gli impegni, bisogna avere più soldi. Con una cifra che va da 2,5 a 5 milioni si può ricominciare a portare le compagnie big internazionali qui a Perugia. Possiamo sia chiedere a Ryanair di aumentare la sua offerta, oppure di puntare su concorrenti di Ryanair. Ma con questa cifra sarebbe possibile progettare di tenere un aereo qui al San Francesco e cambierebbe tutto».
E mettere in piedi addirittura una compagnia aerea umbra? «Potremmo anche pensarci, si potrebbe fare, ma intanto pensiamo ad avere per esempio un’Agenzia qui che tenga i rapporti con i turisti stranieri, sarebbe già un importante passo in avanti».

Il giallo della ripresa dei voli Aliblue annunciata in maniera del tutto inusuale dal socio pubblico di Sase, Sviluppumbria, la Finanziaria della Regione, durante la sua conferenza stampa di presentazione del bilancio è stata spiegato così da Cesaretti: «Non so perché Sviluppumbria abbia deciso l’annuncio, ma tutti noi siamo entusiasti ogniqualvolta vediamo aprirsi nuove prospettive per il San Francesco, però noi come Sase abbiamo subito approfondito la disponibilità di Aliblue a riprendere i collegamenti interrotti e abbiamo capito che dovevamo metterci noi dei soldi. E non potevamo certo pagare per far ripartire quelle linee senza precise garanzie».