Desiderio esaudito per Marco, Simone, Ivano, Alessio, Gino e Salvatore

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – L’estate 2018 per Marco, Simone, Ivano, Alessio, Gino e Salvatore non sarà ricordata per essere andati in vacanza ma per essere rimasti a casa. Nella loro casa. Grazie al Comune di Città di Castello, la Regione Umbria e il Ministero, la disabilità di cui sono portatori non rappresenta più un ostacolo verso l’aspirazione legittima ad avere una vita indipendente.

Si chiama così, “Vita Indipendente”, il progetto di co-housing finanziato dal Fondo sociale europeo nell’ambito del quale Alessio, Gino e Salvatore, ragazzi tra i 21 ed i 26 anni di età, «stanno iniziando ad abitare da soli in un appartamento del centro storico per avviare un percorso di emancipazione dalla famiglia di origine e di sperimentazione di situazioni di vita in autonomia, attraverso il supporto di un’assistente personale ed un nuovo spazio», spiega l’assessore alle Politiche sociali Luciana Bassini durante la festicciola che ha simbolicamente inaugurato anche l’appartamento di Meltina dove vivono da qualche settimana tre adulti tra i 45 ed i 55 anni: Marco, Simone ed Ivano.

«Per loro la scommessa è gestire un Dopo di noi, fuori da strutture protette, una volta che la rete parentale si assottigli. Per gli uni e per gli altri significa sul piano dell’autonomia personale uno sviluppo delle abilità per limitare la richiesta di aiuto nella cura della persona ed abituarsi a vivere adeguatamente nella propria casa, collaborando nelle faccende domestiche e nella gestione della casa attraverso semplici compiti». Il percorso di Vita indipendente è stato accolto sia dai ragazzi che dalle famiglie con un particolare entusiasmo poiché tende a valorizzare le competenze acquisite.

Attraverso il supporto degli assistenti personali, possono non solo consolidare ma potenziare i livelli di autonomia rispetto la gestione del quotidiano e dei rapporti interpersonali e implementare il senso di responsabilità e di auto-organizzazione; la modalità di co-housing, inoltre, favorisce lo scambio e l’aiuto reciproco tra i conviventi, l’apertura ad ambienti esterni, diventando anche un’occasione di incontro, scambio e inclusione. Nel progetto è stato anche coinvolto Mbaye, un ragazzo richiedente asilo, che sta svolgendo il Servizio civile. Vive nella casa di Meltina ed è un punto di riferimento costante per gli altri inquilini.

Nella zona sociale dell’Alto Tevere sono 25 i progetti personali di vita indipendente finanziati, rispettivamente dal Fondo Sociale Europeo e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. «Avere un vita indipendente è un’aspirazione legittima delle persone adulte anche se disabili. Il primo passo per garantire questo diritto è dare loro una casa» conclude l’assessore: «A Città di Castello abbiamo accettato la sfida e insieme alle famiglie stiamo lavorando perché questa sperimentazione cambi la percezione della persona disabile: da oggetto di intervento a soggetto di diritti, sogni, desideri, aspettative. Un ruolo fondamentale sarà svolto dagli assistenti personali e al loro impegno quotidiano».