POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | I ripetuti choc elettorali? Svaniti. Ora la Finanziaria della Regione, con bilancio record, fa ripartire i voli dell’aeroporto, l’Assemblea regionale non ha altro da fare che occuparsi di passo doble e pliè

di Marco Brunacci

PERUGIA – Due squilli dalla Regione. Ma forti davvero. Il messaggio è chiaro: al di là di qualunque sfavorevole apparenza o sfortunata circostanza, la sinistra di governo umbra gode di buona salute. Abbiamo tutti un po’ confuso. Per la verità, hanno soprattutto confuso gli elettori. Forse sono dispiaciuti del governo nazionale.

È per questo che hanno rifilato una batosta memorabile il 4 marzo alla sinistra di governo (ma di sicuro non quella umbra): persi tutti e cinque i collegi, trionfo del centrodestra a trazione leghista, il miglior risultato della Lega su base nazionale, passaggio da 3mila voti e spicci a più di 103mila. Vedrete che alle comunali la musica cambierà. Infatti: centrosinistra travolto in tutti e tre i ballottaggi che contavano qualcosa: Terni, Spoleto e Umbertide. Ma, riflettete, a Terni è sicuramente colpa della classe dirigente del posto. Lo hanno detto persone influenti del Pd. C’è da credergli. E perciò si è dimesso il vicepresidente della Regione, il ternano leader di un partito che non c’è più, Paparelli. No, forse, no. Almeno non risulta. Ma nella Stalingrado umbra, Umbertide, cos’è successo? Niente di grave, uno dei nostri, uno del Pd, se ne è andato con i loro. Tornerà? No, sinceramente non sembra neanche un po’, ma sarà comunque un episodio locale.

Per fortuna Spoleto, il capolavoro. Ottima la candidata, che non è iscritta al Pd. Eccezionale il risultato del primo turno, tanto che al secondo si è alleata con tutti quelli che avevano un voto, anche se lo prendevano da Belzebù in persona. Destra e sinistra? Roba vecchia. E infatti ha calcolato male, 86 voti in meno. Doveva studiare la saggezza popolare: Belzebù fa le pentole, ma i coperchi li doveva portare Lisci. Il Pd in tre città dove era padre padrone (a Spoleto fino a poco tempo fa) ha rimasto meno di 10 consiglieri in tutto. Un apocalisse? Forse, ma dovuta a fattori estranei rispetto al buon governo regionale.

Ci è voluta una settimana però ora è chiaro a tutti. Pensate: Sviluppumbria, la finanziaria della Regione, ha presentato con lo storico direttore-istituzione, il faraone Mauro Agostini, e il presidente Renzacci e la presidente dalla Regione in persona, Marini, un bilancio strepitoso. Ma come mai quei fetenti dei tre sindacati dell’Umbria, Cgil, Cisl e Uil, dicono che bisogna cambiare organizzazione e metodi di azione di Sviluppumbria (e di Gepafin)? Ma perché quel vecchio brontolone Ires Cgil di Mario Bravi dice che aumentano i poveri più che altrove e si imbastardisce pure quel poco lavoro che c’è, occupazione pubblica a parte? Dai, forse ce l’avranno con Gepafin, oggettivamente che può fare più Sviluppumbria? Se l’economia regionale, puta caso, andasse in vacca comunque non è colpa loro, che sono i migliori.

La misura è colma però sull’aeroporto. La Marini avrebbe sbottato, confidando che anche i consiglieri regionali del suo partito (Leonelli?) devono studiare di più. Se chiamano in causa Sviluppumbria per il San Francesco sono, par di capire, analfabeti dei sistemi di poteri dell’alta burocrazia regionale, ex articolo 7 e forse pure 9, comma bis, per 34 periodico del Regio decreto di quando Berta filava. Se, per ipotesi, qualcosa non va, basta chiedere alla società di gestione dell’aeroporto Sase. E neanche alla Sase, perché tanto tutto va bene. Sviluppumbria infatti ha annunciato che oltre alla ordinaria e straordinaria amministrazione, tutte da record, oltre al passato e al futuro prossimo e remoto, in via eccezionale, solo per questa estate, si è attrezzata anche per fare i miracoli. Hanno detto: “Alzati e vola” ad Aliblue. Detto e fatto, davanti all’assessore Bartolini ancora incredulo e che ha reagito come se al play off del Perugia avesse segnato il portiere Leali di rinvio. E’ successo. E Sviluppumbria ha fatto gratis l’annuncio pubblicitario: si rivola il 13 luglio. Attesa conferma (ovvia e non per sfiducia) da parte della compagnia.

Il resto viene da sé. E’ noto che tutti gli eventuali passeggeri di aerei aspettano con ansia di sapere se Aliblue vola o non vola e quando vola. Compulsano carte e almanacchi, interpellano il web con speranza come fosse la Sibilla. Nell’attesa hanno rinviato vacanze, riunioni di famiglia, week end culturali o al solo scopo di abbuffata. Ma con i gruppi di turisti, che si organizzano mesi prima, come la vogliamo mettere? Tour operator accorati, sotto psicofarmaco, al telefono (non quello di Sviluppumbria, che quando i voli non ci sono non c’entra niente e non c’entrerà niente anche quando i voli ripartono e che lo sai tu perché gli ha fatto lo spot) vogliono sapere, magari se anche solo un gabbiano intenda spiccare il volo, pur di venire qui, al San Francesco di Perugia.

In questa meravigliosa Umbria che sta diventando leghista a passo di carica ma chissà perché (anche se qualcosa comincia a trapelare: il sospetto che da queste parti ci sia un popolo di ingrati è forte), di cosa può parlare, unico argomento, l’assemblea regionale? Se tutto va per il meglio, per fortuna che c’è l’ineffabile ex vicepresidente regionale dipietrista, oggi in diverso schieramento, ma con raddoppiato zelo, mariniana al tungsteno, Casciari, che ha una richiesta. Nel paradiso dell’Umbria manca una chiara normativa sul ruolo e la preparazione dei maestri di danza. Diamogliela.

Dice: ma non c’è proprio altro da discutere? Magari, che so, anche se ne abbiamo già parlato, il contributo dell’Agea che non arriva agli agricoltori? No, già risolto. Glielo abbiamo detto in tutte le salse: hanno ragione gli agricoltori e se non arrivano i soldi saran problemi loro. Qualcos’altro? Una piccola riflessione politica? No, è tutto ok. Piuttosto sottolineare la soddisfazione per la mozione sulla danza approvata all’unanimità (anche se la minoranza era fuori). Ora pure i maestri di danza dell’Umbria possono rendersi conto di vivere nel migliore dei mondi possibili. E se qualcuno vuol continuare a polemizzare su certi modesti tracolli elettorali, badate bene, la danza può tornare buona anche in politica: volete mettere quei parvenu di Lega e Cinquestelle davanti a un passo doble. Potranno prendersi anche l’Umbria, ma li voglio vedere su un degagè come si deve o di fronte a un “entrechat quatre” di quelli che dico io. Meschini.