Serie B: Santopadre, Goretti e il Perugia deferiti al tribunale federale

Nel mirino le cessioni all’Atalanta di Mancini e Santopadre j. «Valori fittizi» rispetto a quelli effettivi: sgonfiato il primo gonfiato il secondo

PERUGIA – La bordata arriva nel tardo pomeriggio di venerdì. Il comunicato ufficiale (questo), bello evidente e marchiato di rosso, campeggia sul sito della Figc ed è destinato fare rumore. «Il procuratore federale, esaminati gli atti», ha deferito alla sezione disciplinare del tribunale federale nazionale il presidente del Perugia calcio, il responsabile dell’area tecnica e persino la società.

Quest’ultima «a titolo di responsabilità diretta e oggettiva per il comportamento posto in essere» da Massimiliano Santopadre e Roberto Goretti all’atto della cessione – all’Atalanta, anche lei additata dal procuratore federale – del difensore Gianluca Mancini e del portiere Alessandro Santopadre, figlio del presidente. L’accusa, si legge, è di avere indicato «valori fittizi» rispetto a quelli «effettivi» dei due calciatori, determinando, in tal modo, vantaggi economici per il Perugia a danno di terzi.

Nel caso di Gianluca Mancini «in violazione dell’art. 1 bis, comma 1, del C.G.S., e dell’art. 8, comma 2, del C.G.S.», Santopadre avrebbe «sottoscritto in data 12.1.2017 il contratto di cessione del calciatore con la società Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. indicando un valore fittizio di cessione di gran lunga inferiore rispetto all’effettivo valore del calciatore stesso, per come emerge dagli elementi acquisiti in atti, così determinando un significativo danno economico ad altra Società calcistica, con la quale il Perugia, in sede di acquisizione del medesimo calciatore, aveva stipulato un accordo, in data 1.8.2016, che prevedeva la corresponsione di un premio di rendimento in favore di tale società in caso di futura cessione del calciatore ad una società calcistica terza, in misura pari al 50% dell’importo del prezzo di rivendita». Goretti, di rimbalzo, viene deferito per «avere offerto il proprio fattivo contributo» alla sottoscrizione del contratto.

Nel caso di Alessandro Santopadre, in «violazione dell’art. 1 bis, comma 1, del C.G.S., e dell’art. 8, comma 2, del C.G.S.», Santopadre senior avrebbe «sottoscritto in data 24.1.2017 il contratto di cessione del calciatore con la società Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. indicando un valore fittizio di cessione di gran lunga superiore rispetto all’effettivo valore del calciatore stesso, per come emerge dagli elementi acquisiti in atti». Anche in questo caso, per il procuratore, con il «fattivo contributo» del dittì Goretti.

Di più, in «violazione dell’art. 1 bis del C.G.S. e dell’art. 8 commi 1 e 2, del C.G.S.», sempre grazie al contributo del direttore tecnico, Santopadre avrebbe «apposto o consentito che venissero apposti» o comunque non si sarebbe «opposto a che venissero apposti nelle scritte contabili e nelle comunicazioni sociali destinate ai soci e al pubblico della società A.C. Perugia Calcio s.r.l. i valori di cessione dei due calciatori Gianluca Mancini e Alessandro Santopadre, sulla base dei contratti di cessione stipulati con la società Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A. rispettivamente in data 12 gennaio 2017 e 24 gennaio 2017, in misura non corrispondente al vero».