«In assenza di investimenti si rischia una crisi sempre più grave» dice la Cgil che «in assenza di risposte immediate» chiederà alle altre sigle di «promuovere uno stato di mobilitazione del settore»

di Cgil e Fp Cgil Umbria
(riceviamo e pubblichiamo)

UMBRIA – Se non si procederà rapidamente alla stesura di un nuovo piano regionale dei rifiuti che detti linee guida puntuali sulla chiusura del ciclo e affronti di petto le questioni critiche della Forsu (Frazione organica del rifiuto solido urbano) e delle cosiddette ‘presse’ (scarti non più utilizzabili), presto saranno inevitabili disservizi, con tutte le conseguenze del caso, oltre ad un ulteriore aumento delle tariffe.

È l’ennesimo allarme che arriva da Cgil e Fp Cgil dell’Umbria, che da tempo chiedono un intervento strutturale in materia di igiene ambientale. Secondo il sindacato, infatti, ancor più dopo la chiusura delle discariche di Borgogiglione e Pietramelina, sono necessari interventi immediati e risolutivi, anche perché la discarica di Belladanza, a Città di Castello, che oggi riceve parte degli scarti della lavorazione dell’Ato 2, rischia di andare in forte difficoltà. Questo vuol dire che le aziende dei rifiuti umbre, i cui soci sono anche i Comuni che poi stabiliscono le tariffe della Tia, devono effettuare gli investimenti necessari ad adeguare gli impianti, come tra l’altro previsto dal contratto di servizio.

Altrimenti, si rischia una crisi del settore sempre più grave, che può mettere alle corde aziende storiche, come sta avvenendo in Tsa, con gravissime conseguenze sul piano economico e finanziario e quindi sulla tenuta industriale di un sistema dei rifiuti umbro nel quale operano centinaia di lavoratrici e lavoratori. Cgil e Fp Cgil Umbria, come più volte ribadito alle istituzioni e all’opinione pubblica ritengono che “per risollevare un settore sempre più in crisi vi sia l’esigenza concreta di costituire un’azienda unica regionale pubblica del settore” e che celermente si apportino “adeguate modifiche impiastistiche non più rinviabili”. Il tutto con l’obiettivo di “fornire servizi ai cittadini a costi contenuti, creando le condizioni per il mantenimento dei livelli retributivi ed occupazionali, che vengono sempre più messi in discussione.

In mancanza di risposte immediate, vista la totale incertezza sul futuro, con ricadute pesanti sulle tasche dei cittadini e sulle condizioni materiali dei lavoratori, la Cgil chiederà a Cisl e Uil di promuovere uno stato di mobilitazione del settore a sostegno delle proposte unitarie già avanzate.