POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Ma grande politica ad alta quota non solo per lei: anche Paparelli si starebbe dedicando alla riforma della legge elettorale umbra (4 collegi invece di uno solo) e la Cecchini studia di mandare i contestatori da Centinaio

di Marco Brunacci

PERUGIA – Quel che si dice un giugno ad alta quota per la Regione Umbria. Alta, altissima politica internazionale per la Marini. Alte, altissime geometrie costituzionali per Paparelli. Bassa, bassissima terra, ma alta, altissima posta in gioco, per la Cecchini che però sarà star del film che gli agricoltori umbri contestatori vogliono girare sotto le sue finestre il 5 giugno.

La Marini. Qui si rischia sempre la fake news, quindi bisogna citare le fonti: stando ad alcune foto su Fb, la presidente della giunta regionale, a fine mandato ma con un ruolo che in fondo le è stato sempre un po’ stretto, risulta essere in missione estera a Madrid. Sempre secondo quel che si evince da un biglietto d’invito la presidente Marini è stata al Ricevimento per la festa della Repubblica (italiana, quella del 2 giugno, non nella Prefettura antistante palazzo Donini come qualunque presidente di Regione senza spessore internazionale avrebbe fatto) bensì nella sede diplomatica italiana con il delicato incarico di «portare un indirizzo di saluto» insieme all’ambasciatore Stefano Sannino. Fake? Non fake? Mah.

È escluso però che abbiano ragione le malelingue di questi nostrani cinquestelle e leghisti neogovernanti l’Italia, che sostengono che non ci sia un nesso tra l’Umbria e il Ricevimento a Madrid. Escluso inoltre che abbiano in minima parte ragione quando dicono che la compagnia partita dall’Umbria sia da considerarsi per lo meno eterogenea (di grazia, chi ci sarà mai?). Escluso infine che siano stati spesi soldi umbri senza un costrutto, perchè se sono stati spesi un motivo ci sarà e se no non saranno stati spesi. Escluso tutto questo, però una domanda qualcuno di questi se l’è fatta: tra mantelle, nacchere e spilloni tra i capelli, siamo sicuri che è così che si fanno gli interessi dell’Umbria? Se poi dovesse trattarsi non di missione ma di vacanza che c’azzecca il Ricevimento con la R maiuscola? E se ci fosse il solito estremista che la volesse buttare in politica: ma il Pd e i resistenti contro la deriva gialloverde partono con questo piede?

A meno che – ecco a quello che non avevamo pensato – non sia il primo passo di quelli che scelgono l’esilio per non confondersi con i nuovi governanti. Attendere per avere maggiori informazioni da leghisti e cinquestelle che sulle ironie sui viaggi all’estero ci hanno fatto una fortuna politica.

Per buona sorte il vicepresidente Paparelli esiste. Un mito, per tanti versi. Ma qui la fake news può esserci ancora più che sopra: lo sapete che a Terni le mettono in giro per farle scrivere, no?

E allora la diciamo così: c’è chi nel Pd ternano, sostiene di aver sentito – ma sarà vero che… ma avrà capito bene quello che… – il vicepresidente dire che avrebbe detto di veder scura questa prospettiva politica. E allora? Con encomiabile amor patrio, per evitare che l’Italia finisca a strisce verdi e gialle, ma soprattutto per evitare che ci finisca l’Umbria, starebbe pensando ad una nuova legge elettorale in vista del 2020. La legge umbra in questo momento avvantaggia la coalizione di centrosinistra, ma non si sa mai. E però comunque con il collegio unico regionale a quelli di Terni (accidentalmente ci sarebbe Paparelli) non li tutela da eventuali cadute di valanghe gialloverdi sull’Umbria. Quindi? Quattro collegi, da subito, is meglio che one, come si diceva del famoso gelato. Questo per dividere l’Umbria e salvare i migliori del territorio. Ma magari chi pensa di aver ascoltato tutto questo, si è fatto un film sbagliato. Anche qui: attendere altre informazioni prima di crederci.

La Cecchini, infine. L’assessore alla cultura e agricultura (non è uno sbaglio), invece, avrà un giugno di sicuro rovente, senza fake news che tengano. Ma forse è l’unica a sinistra di Berlusconi che in realtà ha motivo per fare un sorrisetto amaro alle spalle dei trionfatori pentastellati e leghisti. Già si sta attrezzando per mandarli tutti da Centinaio i contestatori della manifestazione del 5 giugno. Avete voluto votare i salvatori d’Italia? Prego accomodarsi. Diabolica Cecchini.