«Questa patologia a breve potrebbe colpire lo stesso numero di pazienti affetti da diabete»

In Umbria attualmente i casi sono 60. Meeting di esperti a Perugia ricerca di cause, prevenzione e terapie

PERUGIA – «Tutto ha avuto inizio con un prurito generalizzato per tutto il corpo è un notevole progressivo dimagrimento per impossibilità ad alimentarsi. Dopo 8 mesi di consulti e farmaci, non avevo ricevuto alcun giovamento, e soprattutto senza una diagnosi». Inizia così la storia di una donna, che chiameremo M, affetta, come altre 60 persone in Umbria, da “sensibilità chimica multipla”.

Martedì pomeriggio, nella sala convegni “Rita Levi-Montalcini ” del Creo, si sono ritrovati medici di diverse specializzazioni, pazienti e amministratori pubblici per fare il punto su una patologia che ancora viene definita rara, ma che quotidianamente si manifesta con ulteriori così, e che è stata anche oggetto di una delibera regionale che ne ha riconosciuto la valenza scientifica con percorsi assistenziali delineati. È intervenuto anche il vescovo ausiliario della diocesi di Perugia, monsignor Paolo Giulietti, che si è soffermato sulla necessità da parte del sistema sanitario di non lasciarsi condizionare dall’attuale numero contenuto di pazienti, perché «gli esperti, sulla base di studi clinici legati anche all’inquinamento ambientale, stimano che si potrà raggiungere in pochi anni il numero di pazienti affetti da diabete».

Il convegno è stato organizzato dal dottor Paolo Groff, direttore del Pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia, in collaborazione con la direzione Formazione e qualità, interessato allo sviluppo di percorsi assistenziali dedicati a questi pazienti: «Dopo pochi giorni dal mio arrivo a Perugia ho dovuto occuparmi per la prima volta di una paziente,che si è presentata in urgenza con un pneumotorace.Da quella esperienza ho colto che la patologia merita di essere attenzionata, un grande ospedale come quello di Perugia,con eccellenze di ricerca e assistenziali, non deve farsi trovare impreparato».

Ospite del meeting la dottoressa spagnola Pilar Munoz -Calerò, che è la direttrice di un centro a Madrid che si occupa esclusivamente di questa patologia, con pazienti che arrivano da tutta Italia.«Fino a quando era in vita il prof. Giuseppe Genovesi, cattedratico de La Sapienza di Roma – ricorda la paziente M -. Era lui il punto di riferimento in Italia, ora tutti i pazienti debbono necessariamente rivolgersi a uno dei due soli centri europei». Ora,proprio sulla base di quanto stabilito dalla delibera della Regione dell’Umbria si fa affidamento che a breve possa essere attivato un centro dedicato individuato ad Assisi,frazione Torgiovannetto, situato nel Parco del Monte Subasio. «In attesa che il centro sia attivo, dobbiamo assicurare la migliore assistenza ai pazienti, non possiamo essere impreparati difronte alle loro richieste di aiuto», ha rassicurato il dg della Azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca.