Si inizia oggi e per tutto giugno: soul, jazz e indie. Si parte con il direttore artistico John Andrew Lunghi insieme a Giovanni Artegiani e Giulia Frasca

di Egle Priolo

PERUGIA – Cinque appuntamenti per rivitalizzare il centro ma soprattutto una delle vie più amate del centro, ma ultimamente trascurata e penalizzata dai lavori al teatro Pavone.

È via Bonazzi, per anni calamita notturna grazie al Joyce di Bruno, ma anche vivace via dello shopping, meno “salottiera” rispetto a corso Vannucci. Una via che, però, quasi per prima – come fosse un termometro dell’acropoli – ha subito gli effetti del calo di appeal di centro, immeritatamente.
Ma adesso i commercianti, vecchi e nuovi, dicono basta. Si rimboccano (come sempre) le maniche e lanciano un programma di cinque giornate dedicate alla musica e al divertimento. Cinque venerdì (che fortificano la proposta dei giovedì di Perugia is open) per portare più gente possibile in centro, con musica dalle 18.30 a mezzanotte.

Via Bonazzi Street Music Fest quindi parte da stasera, venerdì 1° giugno, con l’apertura affidata al direttore artistico John Andrew Lunghi, vincitore di una borsa di studio con Mogol e anche della rassegna “The Voice”. Un one man band che propone cover e inediti con la chitarra acustica e la loopstation. Insieme a lui, l’ottimo Giovanni Artegiani, vincitore del premio Lucio Dalla e autore del cd “Ispiramore”, e la brava Giulia Frasca, che propone cover italiani e inglesi insieme al chitarrista Vincenzo Vicino.
A seguire, l’8, il 15, il 23 e il 30 giugno per il programma sono stati coinvolti artisti come Giuseppe Avarello (cantautore siciliano «dallo spirito goliardico», come spiegano gli organizzatori), Benedetta Morari (che fa cover di musica indie), Erika Braitt (musica soul in duo), Ilaria Radhima (studentessa di jazz al conservatorio che si esibisce in duo) e un quartetto di quattro flautisti: Giovanni Petrini, Marta Andreoli, Denise Tamburi, e Nicolò Sannipoli, tutti studenti del conservatorio Francesco Morlacchi di Perugia, che propongono duetti dal “Flauto Magico” di Mozart, il quartetto in La maggiore di Giulio Bricciardi e duetti blues.

Un bel programma reso possibile grazie all’impegno dei commercianti di via Bonazzi: la gelateria Gambrinus, Federico Miccioni photografer, 100 Montaditos, Cannabis store Amsterdam, Otto via Bonazzi, Orsini-Re servizi immobiliari, Il Primosole estetica e solarium, Belia gioielli ed Evos parrucchieri.

La locandina

 

Tutti convinti non solo della bontà dell’idea ma anche della sua necessità per «sensibilizzare le istituzioni sul fatto che la nostra strada è molto trascurata e che abbiamo bisogno di un supporto da parte del Comune per far sì – spiegano – che le nostre attività non chiudano e di conseguenza che anche la città antica non soffra di una desertificazione che certo non le fa bene visto che i tesori artistici che possiede e che possono invece diventare un motivo di grande attrazione turistica». Insomma, più eventi, più turismo, più presenze. Contro il calo delle presenze e anche degli affari. Come quelli, anche pesanti, che hanno subito proprio loro in via Bonazzi a causa dell’ingombrante cantiere al teatro Pavone che di fatto ha chiuso la visuale – soprattutto per chi non la conosce – sulla via. «I lavori al Pavone – ricordano i commercianti – dovevano terminare il 6 febbraio 2018. Il cantiere ha portato molti disagi al nostro lavoro e questo ritardo di circa quattro mesi ha portato ad un decisivo abbassamento delle nostre entrate (fino al 40 per cento) che rende precarie le nostre attività. Non ci hanno neanche permesso di mettere un totem pubblicitario su corso Vannucci che ci avrebbe aiutato a pubblicizzare le nostre attività».
Da qui l’idea della musica. Sperando che (per il centro e gli affari)  cambi.