Perugia, tagli ai trasporti pubblici: pensionati e consumatori dicono no

Un autobus (foto Settonce ©RIPRODUZIONE RISERVATA)
Un autobus (foto Settonce ©RIPRODUZIONE RISERVATA)

Fnp Cisl e Adiconsum: «Disservizi per i più deboli. Il confronto con il Comune è inutile»

(riceviamo e pubblichiamo)
di FNP Cisl regionale
Adiconsum regionale

PERUGIA – In questi giorni, sulla stampa, si è molto discuso dei tagli al trasporto pubblico decisi dal Comune di Perugia. Come al solito si prendono decisioni di forte impatto e ricaduta sui cittadini senza confrontarsi con nessuno. Come Federazione Pensionati della Cisl e Associazione dei Consumatori Adiconsum, infatti, non siamo stati coinvolti in nessuna discussione, nella quale, senza presunzione, avremmo potuto dare il nostro contributo, del quale il Comune avrebbe poi potuto tenere conto o meno.

Ci permettiamo quindi di esprimere alcune nostre perplessità:
-Quale analisi sono alla base di tale decisione? Forse, il rapporto presenze/percorrenza o che cosa?
-Esiste una qualsiasi ricerca che abbia verificato il tipo di utenza (poca o tanta) nel periodo della riduzione delle corse?
Noi possiamo dire di aver ricevuto molte segnalazioni di cittadini che lamentano il disservizio che si è venuto a creare con tali tagli. Possiamo affermare che i disagi penalizzano principalmente le persone più “deboli” (disabili, pensionati) e, comunque, gli strati più poveri della popolazione.

Certamente non pensiamo che tutto doveva rimanere inalterato: anche negli scorsi anni venivano presi provvedimenti simili che, comunque, risultavano essere più brevi di quello attuale.
Noi temiamo anche fortemente che tali scelte siano principalmente dovute a fattori che non dipendono solo dall’Amministrazione comunale ma, forse, anche da sollecitazioni esterne (Agenzia Regionale Trasporti?). Temiamo anche che il Comune abbia fatto questa scelta per problemi di “risorse” finanziarie, così come siamo preoccupati perchè troppo spesso le situazioni provvisorie sono diventate definitive (specie quelle negative per i cittadini).

I servizi pubblici non sono una azienda di produzione.
Un’ulteriore preoccupazione deriva dal fatto che, sembrerebbe, che le criticità per i dipendenti, derivanti dal taglio delle corse, sia stata compensata dall’utilizzo delle ferie maturate. Se ciò corrispondesse al vero, cosa succederebbe il prossimo anno se si ripresentasse la stessa situazione? E’ forse l’inizio di una strisciante ristrutturazione del servizio?
Le problematiche sono molteplici, le soluzioni complesse, il confronto, per il Comune di Perugia, inutile.