Perugia, sgominato ciò che restava della banda dei garage: cinquanta colpi in pochi mesi

Assaltavano e rivendevano: raid anche a Bastia, Foligno e Spoleto. All’alba il blitz della polizia che mette le manette agli ultimi componenti del «sodalizio criminale» che ha terrorizzato mezza provincia

di Daniele Cibruscola

PERUGIA – Furto e ricettazione. Compiuti attraverso un’associazione a delinquere che, nel corso dei mesi, ha messo a segno decine e decine di colpi. È con questa accusa che ieri – venerdì 22 giugno – la Mobile di Perugia ha smantellato ciò che restava della “banda dei garage”, che a partire dal 2017 ha violato e saccheggiato una cinquantina di rimesse condominiali sparse un po’ in tutta la provincia: Perugia, certo, ma anche Bastia Umbra, Foligno e Spoleto. Mesi di indagini hanno portato a scoprire oltre 40mila euro di merce rubata, in larga parte già riconsegnata ai legittimi proprietari. E a chiudere il cerchio, con le manette scattate venerdì, sulle responsabilità dei vari componenti della banda, una decina in tutto: tre denunciati a piede libero, gli altri arrestati.

A finire in carcere per ultimi sono stati due rumeni (C.D. e V.C.S., di 38 e 31 anni) e tre moldavi (V.C., L.C. e M.C., di 23, 50 e 30 anni), che insieme agli altri, tutti dell’est Europa, depredavano e ricettavano «con sistematicità» tutto ciò che trovavano, «biciclette, attrezzi da lavoro e da giardinaggio, elettrodomestici, generi alimentari e di svariata altra merce», dicono dalla questura. «Tutti gli affiliati della banda abitavano a Fontivegge, quasi nella stessa via, a poche decine di metri uno dallatro». E proprio qui stoccavano, in attesa di essere rivenduto, tanto in Italia quanto all’estero, soprattutto in Romania, il materiale rubato nel corso dei raid. Ironia della sorte: dentro a garage identici a quelli che assaltavano.

Lo scorso autunno gli uomini della Mobile hanno messo le mani su un primo segmento della gang, fermando a titolo indiziario due persone, un rumeno ed un lituano, per furto in abitazione aggravato continuato e per ricettazione di due autovetture di media cilindrata (utilizzate per mettere a segno i colpi), recuperate e immediatamente restituite ai proprietari. In quell’occasione la polizia ha trovato oggetti rubati per oltre 30mila euro. E se da un lato l’operazione poteva dirsi conclusa, il fiuto degli investigatori li ha indotti a tenere aperte le indagini, fino ad arrivare agli ultimi arresti e a sgominare quanto restava del «sodalizio criminale»

A febbraio, 7 perquisizioni delegate dalla procura della Repubblica a carico di altrettanti indiziati – Pm Comodi, Gip Brutti – hanno permesso ai poliziotti di scoprire due luoghi di stoccaggio della merce rubata, portando al sequestro di decine di attrezzi da lavoro e da giardinaggio per un valore di altri 10mila euro, e consentito di arrivare alle misure cautelari di oggi.

All’alba infatti è scattato il blitz della Mobile che «costantemente coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia, ha dato esecuzione alle cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere. Nel consuntivo della operazione, da ritenersi conclusa». Tutti i soggetti arrestati erano noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio. «Il cinquantenne moldavo – sottolinea ancora la questura -, è stato acciuffato a Ravenna dove si trovava per svolgere la propria attività lecita, parallela a quella criminale, quella di autotrasportatore di generi alimentari».