Perugia, l’immobile Ater di via del Favarone accoglierà rifugiati richiedenti asilo

Accoglienza
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I gestori dello Sprar: «Scelta di buon senso». De Vincenzi (misto-Umbria Next): «Locali potevano essere destinati a genitori separati in difficoltà economiche. Gestione schizofrenica delle strutture»

PERUGIA – L’immobile di proprietà dell’Ater di via del Favarone, a Perugia, contiguo ai locali destinati al Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), verrà destinato all’ampliamento di tale servizio, che attualmente copre le esigenze di 27 persone su un totale di 65: è quanto emerso nell’audizione di mercoledì pomeriggio, in Terza commissione, riguardo la situazione venutasi a creare per la riqualificazione dell’immobile.

I responsabili dell’Ater, titolare dell’immobile che è stato riconsegnato nel 2014 all’ente edilizio dall’Adisu, hanno scelto d’intesa con il Comune di Perugia di effettuare i lavori di manutenzione con destinazione Sprar (Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati), già presente nelle vicinanze e gestito dalla cooperativa sociale Perusia onlus, anziché trasformare l’immobile in case per famiglie, una soluzione che avrebbe comportato una spesa di almeno un milione e mezzo di euro, mentre per la soluzione rivolta agli studenti sono sufficienti circa 250mila euro.

L’assessore regionale Chianella ha precisato che Ater è un ente strumentale che con risorse proprie effettua il recupero di questa unità immobiliare, realizzando un utilizzo che risulta coerente con l’area. Edi Cicchi, assessore del Comune di Perugia che è titolare del servizio Sprar, ha detto che si è arrivati a questa soluzione dopo aver rilevato che il precedente sistema di accoglienza in case e appartamenti aveva fatto emergere difficoltà da parte dei soggetti gestori (la cooperativa sociale) e si è pensato anche di individuare un luogo che evitasse situazioni di conflitto sociale. Claudio Di Somma e Bernardetta Gasperi della cooperativa sociale Perusia hanno definito una “scelta di buon senso” quella di utilizzare un patrimonio inutilizzato situato proprio di fianco al centro immigrati e hanno ricordato che la questione accoglienza nel vicinato esiste ormai dal 1994.

Dei consiglieri regionali che hanno richiesto l’audizione, Mancini (Lega) ha chiesto di visionare il contratto con la cooperativa sociale; De Vincenzi (misto-Umbria Next) ha rilevato «comportamenti schizofrenici sia nella gestione delle strutture dell’ATER che della politica di accoglienza degli immigrati», sottolineando come i locali nella disponibilità dell’Ater avrebbero potuto essere utili per i genitori separati che devono lasciare la propria abitazione, ai quali l’Assemblea legislativa ha recentemente deciso di destinare aiuti per 300mila euro.