Perugia, la Pd Mori snobba la Pd Bistocchi e lancia la sfida

Emanuela Mori
Emanuela Mori

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La consigliera nell’assemblea comunale si sposta nei banchi del centro: «Solo qui vedo un futuro». Il Bori-pensiero e il “patto delle deroghe”

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’Umbria, anzi stavolta proprio Perugia, ha indicato ancora la via dell’inevitabile declino al Pd. Ricorderete che un signore di nome Mencaroni ha lasciato la cattedra di capogruppo di opposizione, niente di che, ma comunque un po’ di visibilità tra tanto anonimato, ed è subito iniziato un calcio-mercato da ridere vista la modesta posta in palio.

Alla fine ha trionfato, portata sulle punte delle picche e delle spade del mai abbastanza lodato segretario dell’Unione comunale Polinori, la signora Bistocchi.
E uno dice: e allora? E allora c’è che non appena la signora va a insediarsi, un’altra signora, la Mori, del medesimo partito, si allontana da lei, marca la distanza e si siede sui banchi del centro del consiglio comunale, non più quelli della sinistra.
E vi chiederete di nuovo: e allora? La signora Mori ha spiegato politicamente il gesto: «Non lascio il Pd, ma ne faccio solo una questione di diottrie, solamente dai banchi del centro riesco a vedere un futuro».
Un missile terra aria sparato al già inerme Pd perugino, ma che apre anche un interessante risvolto retroscenistico: Bori, l’uomo che in assoluto in Comune rappresenta la nomenclatura ex Pci, ma che è orfano anche di tutti i suoi derivati, Pds, Ds, Pd, avrebbe teorizzato un accordo – raccontano i rumors – che nei corridoi chiamano il “patto delle deroghe”. Insomma il mariniano (e quindi orfiniano?) Bori lancia il ciambellone di salvataggio a tutti quelli che hanno bisogno, per essere ricandidati, di un pronunciamento e di un voto parte della segreteria Pd di Perugia. Come si sa, infatti qui, da Miccioni alla Borghesi, in tanti hanno superato i limiti dei mandati.
Un qualunque elettore del Pd o ex elettore di fronte a questo scintillar di spade per un mandato in più, di fronte a questo vibrante scontro tra rappresentanti del popolo che cosa deve concludere?
Ma al finale amaro va aggiunta una postilla: forse la visualizzazione del messaggio lanciato dalla Mori è probabilmente quello che c’è nel futuro del Pd nazionale, una propaggine pronta a estendersi verso il centro, non appena si capisce se il Governo anomalo insediato regge e quanto.