Il dg Duca sul professore scomparso appena due anni fa: «Un precursore, appassionato e tenace»

PERUGIA – In occasione della recente giornata nazionale per la donazione degli organi, indetta dal ministero della Salute, di concerto con le associazioni di pazienti, l’Azienda ospedaliera di Perugia e Aned hanno voluto onorare la memoria del professor Umberto Buoncristiani, a due anni dalla scomparsa, intitolando a suo nome il Centro Dialisi dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia. La semplice cerimonia si è svolta giovedì mattina 14 giugno, con l’apposizione di una targa dedicata all’illustre professionista, presenti i familiari, medici e personale infermieristico, rappresentanti delle associazioni di pazienti, il direttore generale dello ospedale Emilio Duca e il direttore sanitario Diamante Pacchiarini.

L’impegno del professor Buoncristiani viene unanimemente riconosciuto dal mondo scientifico, che lo annovera tra i «pionieri della Nefrologia», a in particolare viene ricordata la sua attività volta alla introduzione di tecniche dialitiche considerate ancora oggi all’avanguardia, comprese le cure a casa del paziente. Una nota dell’ufficio stampa dell’Azienda Ospedaliera riferisce anche di un messaggio trasmesso dal Prof Loreto Gesualdo, presidente della Società Italiana di Nefrologia: «Buoncristiani è stato un gande innovatore, che ha tracciato il solco della dialisi domiciliare, apportando importanti contributi di esperienza ed umanità alla Nefrologia italiana».

«Il professor Buoncristiani è stato davvero un antesignano della nefrologia, istituendo a Perugia una scuola che ci ha reso autorevoli in tutta Italia», hanno voluto ricordare i Dr. Attilio Losito ed Emilio Nunzi, che si sono alternati alla guida della struttura complessa di Nefrologia e Dialisi, ponendo l’accento «sulla tenacia nel portare avanti le proprie convinzioni assistenziali, tra la diffidenza di illustri clinici» Di riconoscenza e stima la testimonianza di Nirvana Verzini di Aned: «Il professor Buoncristiani ha dedicato tutta la sua vita alla cura dei pazienti, con attenzione massima a tutte le problematiche legate alla malattia così invalidante per la persona e per tutto il nucleo familiare, con un’umanità che ci faceva sentire protetti e al sicuro». «Siamo commosse per la manifestazione di affetto verso Umberto. L’amore per la sua professione e per i malati è stata la cifra che lo ha distinto in tutta la sua vita, compresa la sfera provata» così lo ha ricordato la moglie Renè, presente con i figli Emanuela e Carlo.

«Il professor Buoncristiani – ha infine ricordato il dg Duca – ha costruito percorsi assistenziali dei malati nefropatici che vedevano davvero il paziente al centro. La presenza di un professionista di così alto livello ha contribuito ad innalzare la reputazione del nostro ospedale, che ha introdotto l’attività di trapianto di rene dal 1988, epoca in cui parlare di trapianto suscitava ancora clamore. Per questo ci sentiamo onorati di onorare la memoria di uno scienziato di così elevato talento di apporre questa targa insieme ai rappresentanti dell’associazione Aned, a testimonianza di stima perenne».