«Le pietre saltano di continuo. Ormai non si tratta di manutenzione, ma di rifacimento di un’opera non perfettamente eseguita»

di Partito democratico Assisi
(riceviamo e pubblichiamo)

ASSISI (Perugia) – Le polemiche sulla manutenzione del tratto di strada prospiciente la Basilica di S. Maria degli Angeli, la cui pavimentazione è costituita da sampietrini, risultano a tratti esilaranti non solo per i protagonisti, ma anche per i toni e gli argomenti utilizzati. È bene ricordare che l’opera è stata eseguita circa 13 anni fa quando l’Amministrazione era guidata dal centrodestra, e per i primi 8 anni vi è stato il transito anche di mezzi pesanti, mentre negli ultimi 5 anni è stato limitato ai soli autobus di linea.

Vero è che le piccole pietre saltano di continuo, ma tale problema era evidente anche 7-8 anni fa tanto che le precedenti amministrazioni hanno dovuto effettuare interventi localizzati di ripristino a distanza di poco tempo dalla fine dei lavori. La motivazione reale del dissesto, che si è ampliato nel tempo, è determinata da un fatto che, a nostro parere, nessuno ha mai focalizzato ed appurato e cioè che la realizzazione non è avvenuta secondo le buone norme costruttive (insufficiente compattamento, rete elettrosaldata poggiante sul terreno e non rialzata in fase di getto del calcestruzzo, spessore insufficiente del sottofondo cementizio).

Infatti l’ammaloramento ormai continuo e diffuso non è altro che la conseguenza, nel tempo, di un dissesto del sottofondo che gradatamente interessa quasi per intero il tratto in questione. Desta sconcerto la diagnosi e la terapia indicata dall’ex Sindaco Bartolini ed apparsa sulla stampa in questi giorni, secondo il quale il problema si risolverebbe con la sola manutenzione senza verifiche, né indagini. In realtà, visto lo stato attuale, ormai non si tratta di manutenzione, ma di rifacimento di un’opera non perfettamente eseguita che forse non ha avuto adeguato controllo in fase di esecuzione, altrimenti i danneggiamenti non sarebbero stati visibili dopo pochi anni dalla chiusura dei lavori e dalla certificazione di regolare esecuzione.

Per chiarezza riteniamo l’intervento assolutamente urgente, ma crediamo opportuno che sia preceduto da un’attenta analisi dello stato del manufatto, comprese le sottostanti canalizzazioni degli impianti tecnologici (da questo punto di vista desta preoccupazione il notevole guasto alle tubature dell’acquedotto verificatesi alcuni giorni fa, peraltro tempestivamente riparato dall’Umbra Acque), per poter programmare un intervento che non sia tampone, ma reale soluzione di tutte le problematiche.

Pertanto è necessario capire almeno se il sottofondo è adeguato o se necessità di rifacimento, così come se lo stato di conservazione degli impianti tecnologici è rispondente. Le risposte a tali interrogativi possono essere date solo dopo un’accurata indagine che riesca ad individuare i difetti, ma anche eventuali difformità dal progetto eseguite in fase di esecuzione dell’opera al fine di determinarne anche le responsabilità ivi compresi i collegati danni erariali.

Questo preliminare lavoro di analisi è necessario anche per determinare l’entità delle risorse necessarie, poiché è evidente che un conto è dover procedere al ripristino dell’opera ed altro predisporre la sola manutenzione superficiale. La qualità della viabilità della principale frazione del nostro Comune è interesse primario del Partito Democratico e dell’azione di questa Amministrazione ma, come sempre, a problemi complessi non si può rispondere con improbabili slogan, soprattutto da parte di coloro che sono i principali responsabili di questa situazione.