Pd: a Terni ha perso i voti, a Spoleto perderà l’identità?

Scheda nell'urna
Scheda nell'urna

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | I rischi per l’apparentamento tra Laureti (col Pd) e Bececco. Mentre in città impazzano folli rumors su Lisci presidente del consiglio comunale, la Tosti, Trippetti e Capitani con Profili e Cappelletti, più un misterioso personaggio romano

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il Pd umbro a Spoleto può perdere l’ultima cosa che finora non ha mai voluto (anche a costo di pesanti rovesci elettorali) mettere sul mercato politico: la sua identità di partito della sinistra moderata e di governo, con una tradizione consolidata e radici profonde nella cultura popolare di queste parti, magari anche un po’ polverosa ma alla fine coerente, nonostante tutte le divisioni interne evidenti.

Che potrebbe succedere dopo il ballottaggio del 24? Che Terni sarà la città dove il Pd ha perso i voti (che, alla fine, con un elettorale mobile come quello che conosciamo possono essere anche recuperati, almeno in parte), mentre Spoleto potrebbe diventare la Eboli dove si è fermato il Pd partito con un’identità. E su questo terreno i rischi sono enormi: se un partito rinuncia all’identità, che è parte integrante della dignità di una proposta politica che è di lettura della società, non di occupazione del potere, secondo il distorto principio cartesiano: “Ho una poltrona, quindi sono”, non potrà mai recuperarla.

Quale è la situazione a Spoleto e perchè diciamo questo? Brevemente: la signora Zampa, ex consigliere Pd di opposizione alla giunta Cardarelli, che aveva vinto le elezioni entrando dalla parte di centrodestra, ha spiegato bene: «Abbiamo fatto per anni opposizione a progetti che adesso dovremmo andare a sposare». Che c’è di più? «Abbiamo votato contro, consapevolmente e in maniera determinata, sapendo che non erano la nostra visione della città. Ma ora evidentemente dovremmo appoggiare quelle scelte che abbiamo combattuto fino a ieri».

La signora Zampa non è una qualunque. È un pezzo della storia, pur tormentata e fatta di mille divisioni, del Pd di Spoleto. E ritiene che i punti dell’accordo tra Laureti e Bececco raccontino di un programma che è stato totalmente estraneo al Pd di Spoleto e a quello umbro.

E adesso allora come si va avanti? Il Pd decide di fare pubblica abiura perché qualcuno possa dire che il gruppo dirigente dell’Umbria non ha completamente fallito, come è pure evidente in tutti i risultati elettorali se si fa eccezione per due giovani talenti che hanno vinto nelle però piccole Passignano e Corciano (Pasquali e Betti)?

È vero che a Spoleto il 20% del Pd non è alla fine decisivo in questo trionfo di liste civiche e, alla fine, la tattica elettorale è la tattica. Ma sarebbe peggio – come qualcuno paventa – che il futuro del Pd possa essere quello di un qualunque cagnolino al guinzaglio in una maggioranza civica a trazione di un elettorato sicuramente non di centrosinistra. E questo rischio già crea imbarazzo in diversi militanti. Nella politica che diventa una palude perversa, nella quale, da ogni cespuglio, può arrivare uno schioppettata fatale, il populismo vince, spiegano in tanti anche del Pd.

Girano su internet

Girano, per la verità, su internet dei divertenti manifesti che sono però sicuramente roba fasulla, ricostruzioni farlocche. In uno di questi “falsi” si vede la presidente della Regione Marini che celebra il matrimonio tra Bececco e Laureti. Impossibile che la Regione adesso sponsorizzi le intese sinistra-destra. E non ci sarebbe poi niente di male se qualcuno lo avesse detto con chiarezza agli elettori: destra e sinistra non esistono più, il Pd è un partito come gli altri, valgono solo i contratti in dieci punti, secondo la moda lanciata dal governo nazionale. Ma finchè a questo non si arriva, bisogna ritenere che il Pd sia estraneo a questa logica. E quel che potrebbe succedere a Spoleto annoverato come fatto spoletino, di quelli di cui non andar fieri ma dovuti alla più triste delle attuali contingenze elettorali.

Maledetti rumors

Inattendibili come i manifesti comparsi su internet, possono essere considerati i rumors che si ascoltano in città. Certo l’apparentamento tra Laureti e Bececco (che dovrebbero fare sindaco e vicesindaco, ma questo non è rumors ma una ovvia deduzione) ha messo le ali agli sproloqui sui retroscena. C’è chi giura che, in caso di vittoria della Laureti, Lisci avrà il posto ambito di presidente del consiglio comunale, mentre una ripescata tra i non eletti Pd, Daniela Tosti, salirebbe al soglio assessorile. Magari è solo l’invidia che fa parlare, ma si giura e spergiura sull’entra in Giunta di Capitani e Trippetti, eletti Pd. Una Giunta a 8 (7 più la sindaco) che sarebbe decisamente larga per far spazio anche ai due assessori uscenti Profili e Cappelletti, ma anche a un misterioso personaggio (ma potrebbe e anche essere una donna) in arrivo direttamente da Roma. Ma si può credere una cosa così?