Magione, via vocabolo “Case sparse”: ecco come cambia la toponomastica

Circa cento le vie rinominate. A San Savino anche una piazza dedicata a un prodotto tipico della cucina del Trasimeno: il gambero

MAGIONE (Perugia) – Circa cento vie con un nome nuovo per superare il generico “case sparse” frutto di disorientamento per i sistemi di geolocalizzazione ormai comunemente usati per la consegna di merci o per trovare un’attività. Un lungo lavoro che ha impegnato un gruppo di ricercatori, studiosi e conoscitori del territorio di Magione, per porre termine a una situazione che vedeva le nuove zone di tutte le frazioni definite con il medesimo appellativo.

I risultati, e la nuova toponomastica, sono stati presentati in occasione delle diverse assemblee cittadine, tra le più recenti quella di San Savino, organizzate dall’amministrazione comunale. Un percorso che si è intrecciato con il passato delle piccole comunità, con la riscoperta di antichi toponimi che ricordano, in molti casi, l’esistenza di una particolare vegetazione, una caratteristica del terreno, bivi, incroci o osterie come nel caso della nuova via Dirindello a San Savino che ricorda proprio la presenza in questo luogo, già nel 1589, dell’ “hostaria Dirindella”.

Nomi in cui si ritrovano attività umane, come la nuova Via dello zafferano, toponimo che ne testimonia la produzione in questo luogo già in età moderna come dimostra il documento in cui si ricorda che «il 19 ottobre 1628, Don Francesco Marino, rettore della chiesa del luogo, accusava il suo parrocchiano Filippo di Angelo di aver danneggiato il suo zaffarano che si trovava presso il vocabolo l’Aia, sito nelle pertinenze territoriali della comunità locale. Quale testimone del fatto il parroco produsse donna Maddalena, moglie del defunto».

Ma non c’è solo il passato. Alcuni nomi nascono dal più recente presente, come Piazza del gambero che rende omaggio a uno dei prodotti ormai immancabili nella cucina del Trasimeno utilizzato per la prima volta proprio dalla proloco di San Savino che a questo crostaceo ha dedicato il nome della sagra annuale.

«Molto sentite dalla popolazione le scelte fatte dalla commissione – commenta Cristina Tufo, assessore del comune di Magione che ha seguito tutto il progetto della nuova toponomastica – composta da figure di comprovata professionalità tra cui voglio ricordare il professor Giordano Traica, prematuramente scomparso, per l’importante lavoro svolto». «Un mondo di curiosità – prosegue – si apre a chi vorrà approfondire quello che non è stato un semplice “rinominare” ma la volontà di riscoprire la storia di un luogo o di volerne raccontare il presente nella consapevolezza che un nome di via è un elemento importante per tracciare, e ricordare, l’avventura di una comunità. Naturalmente questa è solo la prima parte del progetto a cui ha fatto seguito il grande lavoro degli uffici per tutta la parte relativa al rendere effettivo il cambio di residenza in tutti i software del comune che gestiscono l’anagrafe, i tributi e tutte le comunicazioni necessarie ed obbligatorie verso altri enti quali, ad esempio, l’agenzia delle entrate».

La commissione toponomastica

Scelti per comprovata professionalità i componenti sono: Gianfranco Cialini, storico già curatore del fondo antico dell’Università di Perugia autore di studi sul territorio; Michele Chierico, conosciuto per gli studi approfonditi sulla figura del deputato Perugino Guido Pompilj e per le molte pubblicazioni di storia locale con particolare riferimento al periodo tra fine Ottocento e primi del Novecento; Gianni Dentini, fondatore della pro loco di Agello e collaboratore nell’organizzazione di mostre di grafica internazionali; Carlo Flussi, ex-comandante della Polizia municipale porta in commissione la sua profonda conoscenza del territorio comunale e della sua viabilità primaria e secondaria; Alessio Renzetti, archeologo, curatore di un’indagine sul territorio di Villantria e attivo nella valorizzazione del patrimonio locale mediante progetti di divulgazione archeologica; Sandro Tiberini, docente di filosofia e storia, è autore di studi su Montecolognola e sulla storia delle società operaie di mutuo soccorso, in particolare di quella ancora esistente a Magione di cui è presidente onorario e Serena Trippetti, archeologa e ricercatrice, ha svolto studi sul territorio del Trasimeno e progettato un sistema di elaborazione dati che consente di ricevere, immagazzinare, elaborare, analizzare, gestire e rappresentare materiale inerente la ricerca archeologica: foto, cartografie, dati d’archivio, notizie correnti e scavi, ritrovamenti etc.. .