Esposto del Wwf contro il “deltaplano” di Castelluccio: «Sequestrate tutto»

Castelluccio di Norcia
Castelluccio di Norcia

Il presidente Presenzini: «Un ecomostro che distruggerà per sempre l’ottava meraviglia del mondo. La procura intervenga, come ha già fatto per il centro polivalente di Ancarano. Mettete i sigilli al cantiere»

Dan.C.

PERUGIA – Saranno pure poco pratici di caccia, quelli del Wwf di Perugia, ma se imbracciano i fucili non ce n’è per nessuno. Altro che sale grosso: caricano a pallettoni. Prendono la mira e fanno fuoco. Avevano minacciato di farlo 15 giorni fa, in assenza di garanzie scritte riguardo la temporaneità della struttura («l’ecomostro» scrivevano, il deltaplano, per capirsi) che sorgerà ai piedi di Castelluccio per consentire la rinascita, delocalizzata, delle attività presenti in zona prima del sisma. E dalle minacce sono passati ai fatti, ora che quelle garanzie non sono arrivate. Alle carte bollate, «chiedendo alla procura della Repubblica di Spoleto – scrive il presidente provinciale Sauro Presenzini – l’immediato e urgente sequestro penale del cantiere».

Come ad Ancarano Prima cartuccia: «Dopo avere inutilmente atteso rassicurazioni scritte da parte della politica e della Protezione civile circa la certezza dello smantellamento (a ricostruzione del borgo ultimata, tra più di un decennio probabilmente, ndr) dell’ecomostro che si sta costruendo a Castelluccio di Norcia», si legge, «altro non è rimasto che denunciare alla procura della Repubblica di Spoleto la costruzione edilizia (che sta di ora in ora crescendo), circostanziando alla procura sostanzialmente le medesime argomentazioni giuridiche e presunte violazioni di legge, che ha già visto e condotto la stessa procura, a sequestrare il centro polivalente di Ancarano».

Le ipotesi di reato Secondo colpo: «Senza un progetto esecutivo inerente la cessazione e smantellamento dell’opera – si legge ancora nella nota -, senza una fidejussione che garantisca che terminata la ricostruzione il paesaggio venga garantito e lo stato dei luoghi venga ripristinato», al presidente del Wwf, Presenzini, altro non è rimasto che ricorrere alla giustizia penale, ipotizzando a carico di ignoti, numerose violazioni di legge, abuso ed eccesso di potere, errata interpretazioni delle norme, abuso edilizio, deturpamento e distruzione di bellezze naturali, danno ambientale, e numerose altre ipotesi ora al vaglio della magistratura».

Tar, Corte dei Conti, Commissione europea Ed ecco infine l’ultima raffica: per la parte amministrativa si ricorrerà «al Tar Umbria» chiedendo «con urgenza, previa sospensione dei titoli a costruire, l’apertura di un fascicolo per danno erariale alla Corte dei Conti, individuando i funzionari responsabili, per verificare ed eventualmente imputare la somma ritenuta congrua, quale grave e irreparabile danno d’immagine al corretto agire della pubblica amministrazione» se se ne ravviseranno i presupposti. Infine, anticipa il Wwf, le carte saranno inviate «alla Commissione della Comunità Europea, visto che gran parte dei fondi per la ricostruzione sono stati garantiti ed erogati proprio con fondi comunitari, chiedendo di aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia circa l’ipotetico impiego di fondi europei per opere che ad oggi sono state giudicate in casi analoghi (almeno fino a questa fase), abusive, come nel caso di Ancarano».

Caricatore svuotato. Ma nessuno pensa di deporre le armi per il momento. Ad «agire in tutte le sedi, con ogni mezzo e in ogni modo per bloccare l’ecomostro, che distruggerà per sempre “l’ottava meraviglia del mondo”» sarà la vicepresidente del Wwf di Perugia, l’avvocato Valeria Passeri.