Elezioni, Pd: tonfo a Terni e Umbertide. Ma Betti e Pasquali festeggiano

Sandro Pasquali e Cristian Betti
Sandro Pasquali e Cristian Betti

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Successo del centrosinistra a Corciano e Passignano. Latini sfiora il colpo al primo turno a Terni. Spoleto, ballottaggio De Augustinis-Laureti. Cannara a Gareggia, Trevi a Sperandio

di Marco Brunacci

PERUGIA – In attesa del risultato finale di Terni, la seconda città dell’Umbria, con il candidato della Lega, alla guida del centrodestra, Latini che probabilmente si fermerà a un passo dalla vittoria al primo turno (sfiora il 50%, in una sfida contro 7 candidati), il resto del quadro del voto alle comunali in Umbria è abbastanza chiaro.

Cristian Betti si è assicurato al primo turno, con il 55,53%, la conferma come sindaco di Corciano, esattamente com’era nei pronostici della vigilia. Ha vinto rispetto a un parterre di avversari sicuramente non all’altezza, ma soprattutto, come lui stesso ha sottolineato grazie al fatto che «il centrosinistra si è presentato unito». Nel suo netto successo (fino a prima del terremoto elettorale del 4 marzo sarebbe stato considerato perfino striminzito) c’è anche una rilevante componente delle varie forze civiche e anime del centrosinistra umbro, a partire dal Partito socialista. Di sicuro il volto di Betti sarà riferimento per il futuro del Pd umbro, che per il resto è andato male, se si fa eccezione per il risultato di un altro giovane emergente, Sandro Pasquali che ha vinto a Passignano (67,55 a 32,44) la sfida con Moio del centrodestra. Pasquali ha avuto un rilevante successo personale, ma è riuscito soprattutto a far esplodere le contraddizioni dello schieramento che finora aveva governato Passignano per il centrodestra. Moio, candidato vicino a Briziarelli (Lega) e inviso a tutta la componente moderata del centrodestra e soprattutto a quella ex socialista, determinante nelle precedenti amministrazioni del Comune sul lago Trasimeno, ha fatto il botto.

Ufficialmente Cannara va annoverato come un successo del centrodestra, ma a vincere è il fattore G, il sindaco Gareggia che passa dal centrosinistra al centrodestra (e nel computo tecnico dei Comuni amministrati rende la pariglia rispetto a Passignano, che era di centrodestra): 41,54 contro 34,31 di Ortolani.
Altro risultato finale, esattamente nelle attese, quello di Trevi, dove Bernardino Sperandio, sindaco galantuomo, mai sopra le righe, amministratore attento, ha avuto la meglio sullo sfidante Todini del centrodestra. L’ex direttore generale del consiglio regionale, che già si era candidato senza successo con una lista civica a Terni, si ferma al 33,27 rispetto al 45,51 del sindaco confermato Sperandio.
Fin qui i risultati acquisiti. Ora i ballottaggi previsti tra due settimane: si va allo scontro tra centrodestra e centrosinistra. A Umbertide la candidata delle due anime del Pd (Giulietti e Guasticchi) ha raggranellato un 25% che fa impressione rispetto alle percentuali bulgare del Pd fino a qualche tempo fa. Ha contato ovviamente molto il risultato dell’ex sindaco, polemico con la gestione del Pd umbertidese attuale, Marco Locchi: la sua lista ha sfiorato il 20%. Mettendo insieme però entrambi i risultati per il Pd restano lontanissimi dai tempi del 70% per Giulietti sindaco. E soprattutto questi risultati aprono scenari non del tutto tranquillizzanti per il ballottaggio: Carizia, candidato leghista alla guida del centrodestra, sta al 22% e può contare su una campagna anticostruzione della moschea che è per molti versi trasversale alle forze politiche umbertidesi.
Ora Spoleto: il Pd diviso, che si schiera dietro una non iscritta (la Laureti), la quale si porta la sua lista civica, partendo dall’attuale amministrazione comunale, dove è assessore, e ottiene un 33% neanche male ma che, con ogni evidenza, si avvantaggia dell’assenza alle urne del Movimento cinquestelle, non ha alcun motivo per festeggiare. Anzi. Il candidato del centrodestra, ma civico e centrista per tanti versi, De Augustinis, magistrato di fama, ottiene il 37% che è invece la dimostrazione che il centro dello schieramento politico, al momento, in una competizione molto radicalizzata, è ancora assai poco frequentato dagli elettori.
Il Pd, sia a Spoleto che a Umbertide, mostra quanto sia ammaccato e con un futuro tutto da cercare. Come dimostra il terribile risultato di Angeletti a Terni, a un centimetro dal baratro del 15%, la linea del Piave, del non ritorno, per l’ex gigante rosso dell’Umbria.