Elezioni, l’infausto fattore G (Giunta regionale)

Fabio Paparelli e Luca Barberini
Fabio Paparelli e Luca Barberini

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il Pd ha perso prima la Todi della presidente Marini, poi straperso la Terni del vicepresidente Paparelli. L’ultima speranza resta Barberini con Foligno. Altrimenti diventa un caso nazionale

di Marco Brunacci

PERUGIA – Prima si fanno le analisi accurate, cercando di leggere il voto nel suo complesso. Poi si va sullo specifico. E qui di specifico c’è un dato che può essere considerato una curiosità o una coincidenza irrilevante o perfino – per chi ci crede – uno scherzo del destino cinico e baro, ma questo non sposta di una virgola la realtà e il problema che ne consegue.

Le elezioni comunali di domenica scorsa in Umbria hanno decretato a Terni, seconda città dell’Umbria, la fine del Pd come lo conosciamo, partito egemone, riferimento di un sistema economico potente, interlocutore di ogni istituzione. Non sfugge che Terni è tante cose ma dal punto di vista politico è la città di riferimento del vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli.
L’azione della Giunta regionale non c’entra con l’apocalisse ternana? Non c’entra neanche col trend che ha consegnato la rappresentanza parlamentare dell’Umbria al centrodestra?
Se comunque non c’entra, perchè il primo è stato un voto troppo locale, e il secondo troppo nazionale, verrebbe da chiedersi cosa ci sta a fare una giunta regionale. Ma dato che sono tutte persone dabbene e ciononostante nessuno ha pensato a due parole di profonda autocritica, meglio tornare ai fatti che vengono sottolineati dai detrattori della Giunta: in molti ricordavano, sussurrando per evitare di creare malumori nei Palazzi del potere umbro, che prima della Terni del vicepresidente Paparelli, è caduta sotto i colpi di maglio del centrodestra la Todi della presidente Marini.
Da qui a riflettere sull’esistenza di un fattore G (Giunta regionale), chiaramente infausto alla luce degli eventi narrati, è stato un passo. Magari questi due fatti sono solo coincidenze, accidentalis karma, scherzi irrilevanti della chimica dispettosa della politica. L’interpretazione è libera, ma i fatti incombono e spingono verso una sola conclusione: l’ultima diga contro il presunto fattore G è comunque rappresentata dall’assessore regionale alla sanità, Barberini. Finora Foligno è stata preservata dalla frana e non dà segni di cedimento. Nel Pd (e in Giunta regionale) non è rimasto che votarsi a san Luca (Barberini).