Caccia, norme uniche per tutto il territorio regionale. Approvato regolamento Atc: le novità

La soddisfazione dell’assessore Cecchini: «Più efficacia ed efficienza»

UMBRIA – Tornate in capo alla Regione le competenze in materia venatoria – di interesse delle Province prima dell’ultimo riordino istituzionale – la Regione si è mossa. Lo ha fatto la Giunta, che su proposta dell’assessore alla Caccia, Fernanda Cecchini ha finalmente messo mano al Regolamento regionale “Norme per la gestione degli Ambiti territoriali di caccia”, modificando il precedente datato addirittura 2008.

L’obiettivo, annunciato e ribadito più volte nel corso delle ultime settimane, era di fissare norme uniche, comuni, condivise per tutto il territorio regionale. Uno statuto applicabile a tutti e tre gli Ambiti territoriali di caccia (Atc) presenti in Umbria. «Avere uno stesso Statuto e le stesse regole consentirà di elevare e rendere omogeneo sul territorio regionale il livello di efficacia ed efficienza nella gestione di un tema complesso come quello venatorio, dall’attività venatoria ai danni provocati dalla fauna selvatica», afferma Cecchini.

Il nuovo regolamento stabilisce che alla gestione delle risorse economiche da utilizzare per forniture, prestazioni e spese degli Atc si provveda «nel rispetto della normativa prevista per le pubbliche amministrazioni» e non più mediante trattativa privata.
Ogni Ambito territoriale di caccia sarà gestito da un Comitato di gestione composto da venti membri: sedici nominati dalle associazioni ambientaliste, venatorie ed agricole, uno nominato dall’Anci (Associazione nazionale dei Comuni) Umbria e tre dalla Regione.

«È stata fra l’altro introdotta la figura del “cacciatore formato” con la possibilità degli Atc – si legge in una nota -, con programmi approvati dalla Regione, di promuovere e organizzare corsi di formazione e aggiornamento dei cacciatori iscritti. L’Atc stabilirà d’intesa con la Regione la partecipazione economica dei cacciatori alla gestione dello stesso Atc».