Bando della Regione per aspiranti giornalisti, Assostampa e Odg Umbria: «Ritiratelo subito»

Ordine dei giornalisti dell’Umbria e Associazione stampa umbra chiedono il ritiro immediato dell’avviso: ecco perché

di Ordine dei giornalisti e Associzione stampa umbra
(riceviamo e pubblichiamo)

UMBRIA – L’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e l’Associazione stampa umbra chiedono il ritiro immediato dell’avviso pubblico della Regione Umbria «per la selezione di 15 giovani aspiranti giornalisti ad attività formative volte all’implementazione dei contenuti del Portale regionale dei giovani “Magazine Umbria Giovani”».

Nel bando si delinea un percorso formativo che prevede una borsa di studio di 24 mesi, rivolta a giovani tra i 18 ed i 25 anni. Tale percorso – è scritto nel bando – potrebbe «anche contribuire a soddisfare alcuni dei requisiti necessari a richiedere il tesserino di giornalista pubblicista». Si ricorda che è di competenza esclusiva dell’Ordine dei giornalisti il percorso per l’iscrizione all’Albo professionale (elenco dei professionisti e pubblicisti) secondo quanto previsto dalla legge istitutiva dell’Ordine, così come sono di competenza dell’Ordine le attività legate alla formazione dei giornalisti.

In una situazione in cui la professione soffre di una crisi strutturale che ha portato, anche in Umbria, alla cancellazione di molti posti di lavoro ed alla chiusura di numerose testate, l’avviso alimenta nei giovani speranze che rischiano concretamente di essere frustrate sul nascere. A seguito di quanto sopra affermato Ordine dei giornalisti dell’Umbria e Associazione Stampa Umbra chiedono l’immediato ritiro dell’avviso e stigmatizzano il mancato coinvolgimento nella stesura del bando di entrambi gli organismi di categoria che hanno in più occasioni dimostrato piena disponibilità ad operare per la soluzione delle diverse situazioni che si sono nel tempo presentate.

Ordine ed Asu si dichiarano disponibili a dare il proprio contributo per la riformulazione dell’avviso che dovrà essere rivolto non a ipotetici “aspiranti giornalisti”, ma a giovani giornalisti che non hanno lavoro, né percepiscono ammortizzatori sociali.