«Uno studente su 3 è vittima di bullismo». I dati della polizia postale

Bullismo a scuola (foto Internet)

La PolPosta torna in Umbria con “Una vita da social”, la campagna contro i pericoli della Rete. Appuntamento a Città di Castello con gli alunni di scuole medie e superiori

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Dopo i successi delle passate edizioni che hanno visto impegnate nelle tappe anche le città di Perugia, Terni, Spoleto, Orvieto, Foligno ed Assisi, è ripartita a gennaio da Milano “Una vita da social”, la più importante campagna educativa itinerante realizzata dalla polizia postale e delle comunicazioni, nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete per i minori, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, che quest’anno sosterà a Città di Castello martedì 8 maggio.

Un progetto al passo con i tempi delle nuove generazioni, che nel corso delle precedenti edizioni ha raccolto un grande consenso: gli operatori della polizia postale e delle comunicazioni hanno incontrato oltre 1 milione e 300mila studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 147.000 genitori, 82.500 insegnanti per un totale di 10.750 istituti scolastici, 39.000 chilometri percorsi e 190 città raggiunte sul territorio e due pagine Twitter e Facebook con 121.000 like e 12 milioni di utenti mensili sui temi della sicurezza.
Ancora una volta aziende come Baci Perugina, Facebook, FireEye, Google, Karpesky lab, Lenovo, Microsoft, Norton by Symantec, Skuola.net, Vodafone, Youtube, Poste Italiane e società civile scendono in campo insieme alla polizia di Stato per un solo grande obiettivo: «Fare in modo che il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie, non faccia più vittime”.
L’obiettivo dell’iniziativa, infatti, è quello di prevenire episodi di violenza, vessazione, diffamazione, molestie online, attraverso un’opera di responsabilizzazione in merito all’uso della “parola”. Gli studenti attraverso il diario di bordo e l’hastag #unaparolaeunbacio potranno lanciare il loro messaggio positivo contro il cyberbullismo.

Martedì 8 maggio, dalle 9 alle 13, gli alunni delle scuole medie Alighieri-Pascoli e degli istituti superiori “Baldelli-Cavallotti” e “Franchetti-Salviani”, si alterneranno a bordo del “Truck”, allestito con un’aula didattica multimediale, dove gli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia illustreranno aspetti della sicurezza on line, quali cyberbullismo e cyberstalking, social network, adescamento e truffe on line, sicurezza della privacy.
L’evento, che vedrà la presenza del questore di Perugia Giuseppe Bisogno e del prefetto Raffaele Cannizzaro, avrà come speaker il giornalista Massimo Zangarelli mentre il testimonial sarà l’allenatore tifernate di pallavolo di fama nazionale Fausto Polidori.
«La campagna educativa “Una vita da Social” – evidenzia Anna Lisa Lillini, dirigente del Compartimento polizia postale e delle comunicazioni per l’Umbria – è innovativa e dinamica, peraltro unica nel suo genere in Europa; si avvicina alle nuove generazioni sui temi della sicurezza online con un linguaggio semplice ma esplicito adatto a tutte le fasce d’età, dando un contributo strategico per la diffusione del tema della cultura della legalità in rete, affinché i ragazzi stessi giochino un ruolo attivo per fare del web uno spazio sicuro». Ricorda, inoltre, come «tutta la manifestazione sia raccontata, tappa per tappa, attraverso i post, le foto ed i video sul profilo Facebook “Una vita da Social” che conta oltre 700.000 visualizzazioni settimanali. Questa attività di informazione e sensibilizzazione, confezionando un vero e proprio “manuale d’uso”, contribuisce a diffondere un messaggio importante: la rete può essere per i ragazzi una risorsa attraverso un uso corretto e consapevole del web».

I dati della polizia postale

«Quest’anno il progetto si sofferma in particolar modo sul dilagante fenomeno del bullismo, che preoccupa in maniera più forte. Il 28 per cento degli studenti delle scuole superiori è vittima di bullismo; la percentuale sale al 30 tra gli alunni delle scuole medie. Il dato è quindi in netta crescita rispetto allo scorso anno.
Dai dati in nostro possesso e dagli incontri nelle scuole di ogni ordine e grado, si evince l’importanza delle attività di informazione e sensibilizzazione per far si che la rete possa essere per i ragazzi una grande opportunità e non un limite.
I social network infatti sono ormai uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager.
Secondo quanto emerso dai risultati di una recente indagine di Skuola.net e Osservatorio Nazionale Adolescenza sul corretto uso di internet, su circa 8mila adolescenti di 18 regioni italiane, il fenomeno è in crescita.
Analizzando la fascia del campione tra i 14 e i 18 anni, salgono infatti al 28% le vittime di bullismo (nel 2016 erano il 20%, quindi un aumento del 40%), mentre circa l’8,5% è preso di mira sul web e sui social (6,5% lo scorso anno, quindi un aumento del 30%). Circa l’80% di questi ultimi, è oggetto di insulti e violenze sia nella vita online che in quella reale.
Come visto, l’incidenza del bullismo “offline” è ancora nettamente maggiore: tra le vittime, il 46% ha pensato almeno una volta al suicidio e ha messo in atto condotte autolesive per il 32%. Il 75% delle vittime di bullismo si sente depresso e triste, il 54% ha frequenti crisi di pianto.
Tuttavia il cyberbullismo presenta risvolti particolarmente oscuri: tra le vittime sistematiche delle prevaricazioni digitali, a volte anche quotidiane, il 59% ha pensato almeno una volta al suicidio nel momento di sofferenza maggiore. Tra i giovani coinvolti, il 52%, confessa di provocarsi del male fisico intenzionalmente. Se poi è l’82% a dire di sentirsi frequentemente triste e depresso, circa il 71% esplode in frequenti crisi di pianto.
Tra i ragazzi più piccoli, appartenenti alla fascia tra gli 11 e i 13 anni, la percentuale di vittime di bullismo e cyberbullismo sale rispettivamente al 30% e al 10%. La frequenza di crisi di pianto (45% circa) e di tristezza e depressione (70%) è simile sia tra chi è oggetto di violenza e comportamenti offensivi online sia tra chi li subisce nella vita reale. Per quanto riguarda l’autolesionismo, invece, si rilevano numeri superiori tra chi viene preso di mira in rete: si provoca ferite e contusioni circa 1 su 2, contro il 33% delle vittime del bullismo “disconnesso”».