Testimonianze dall’Umbria a Tef Channel: «Perugia amore mio»

La dichiarazione di affetto di chi nel capoluogo umbro si è affermato

Il primo amore non si scorda mai, ma il secondo è ancora migliore. Lo hanno detto a chiare lettere i professionisti provenienti dal Sud che si sono affermati a Perugia, con incarichi apicali in più settori della società civile. Il tema della trasmissione condotta da Mario Mariano “Testimonianze dall’Umbria” è stato quello della integrazione di chi giovane studente ha scelto Perugia per la formazione e la crescita personale nella puntata di martedì a Tef Channel (ore 20.30 Canale 12 Sky 831).

Ospiti l’Amministratore delegato di Minimetrò Spa Sandro Paiano, che ha confessato: «Ho preferito gli studi universitari a Perugia a una carriera calcistica che sembrava destinata a traguardi importanti. Non me ne sono pentito, perché, a Perugia ho trovato l’amore e il successo. Ogni volta che torno a Otranto, la mia città natale, ci manca poco che mi accolgono con la banda. I miei concittadini sono orgogliosi di quanto Perugia mi ha dato, e amano condividere con me i risultati ottenuti».

Altri due pugliesi sono sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda di Paiano: Tina Cascavilla, agente di assicurazioni e Giorgio Epicoco, direttore della Ostetricia dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia. «Noi meridionali abbiamo ricevuto molto, ma gli umbri e, in particolare i perugini, non possono non apprezzare la nostra tenacia, la nostra solarità che mettiamo nelle relazioni e nel lavoro». Epicoco: «Anche a me Perugia ha dato tutto, e non solo una compagna con la quale condivido la vita da 36 anni, con i nostri quattro figli. Quando sarà il momento della pensione non avrò alcun dubbio: Perugia resta la mia città definitiva, a Lecce andrò solo per fare il pieno di sole e mare e per ritrovare gli amici della giovinezza». Carriera intensa anche quella di Marco Brusco, avvocato penalista di primo piano, tifoso del Perugia già ai tempi della prima serie A già, quando viveva a Paola, la sua città natale. «Le passioni sono rimaste le stesse di quando ero ragazzo, sport e musica su tutte, perché senza di quelle dubito che un professionista possa avere successo».

«Perugia città aperta per via delle due Università che nel tempo hanno confermato l’attrattiva di studenti di fuori regione – ricorda il giornalista Selenio Canestrelli -: negli ultimi 30 anni le iscrizioni hanno avuto alte percentuali di studenti provenienti da fuori regione, con punte di 14/15 mila giovani provenienti da regioni del Centro Italia e dal Sud. Subito dopo il Lazio, Calabria e Puglia, con Abruzzo e Campania più distaccate. Oggi si vedono i risultati di tali presenze così massicce, con ruoli apicali ricoperti da cittadini non perugini».

Ilenia Muri, giovane operatrice sanitaria che da sette anni lavora nel Nord Italia ha dato testimonianza di territori che accolgono con diffidenza chi viene da lontano: «In Veneto considerano Perugia alla stregua di una città del sud, non ho incontrato particolari difficoltà nei rapporti di lavoro, ma la socialità la si acquisisce in tempi particolarmente lunghi. Basta pensare che il primo invito a far parte di una comitiva l’ho ricevuto molti mesi dopo il mio arrivo a Treviso».