Terni, spunta il manager Romito per salvare il centrosinistra

Nicola Romito (foto da www.investmenteurope.net)
Nicola Romito (foto da www.investmenteurope.net)

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Una grande carriera nel mondo del credito, sarà candidato sindaco civico. Il Pd deciderà se farlo proprio. E intanto, per fake news, il rischio di un caso Paparelli

di Marco Brunacci

PERUGIA – Tanto tuonò nel centrosinistra di Terni che alla fine la pioggia è caduta: Nicola Romito, 57 anni, imprenditore, nato a Rivisondoli ma ternano da sempre, dopo una carriera manageriale ad alti livelli nel mondo creditizio e finanziario, ha scelto di impegnarsi «direttamente – dice una nota – alla guida di un progetto civico per le prossime elezioni amministrative».

Al netto delle fake news che arrivano da Terni (alle quali abbiamo dedicato un’intera puntata di Pole Politik), sembra proprio stavolta che il candidato sindaco ci sia, anche per la direzione del Pd. Romito al momento è un candidato civico, di grande spessore, non scelto da alcuna componente della variegata direzione del Pd ternano, e che si è detto comunque disposto a correre per un progetto che, nei fatti, sia alternativo al populismo della Lega e a quello dei Cinquestelle, in nome di valori condivisi. Questo il progetto. Toccherà adesso alla direzione del Pd decidere se schierarlo come proprio candidato o perdere anche questa occasione per divisioni interne.

Con Romito il quadro si completerebbe – salvo altri colpi di scena – con l’avvocato Latini della Lega che parte dall’ottimo risultato del centrodestra alle ultime politiche, con il giovane De Luca (M5s) chiamato ad inseguire e pronto per un ballottaggio di fuoco, e il Pd con il Romito che tenta l’impresa, spendendo tutta la sua credibilità di figura di rottura col passato, rispetto a un’amministrazione che ha portato in città i commissari.
Però a Terni si potrebbe aprire invece un perfino clamoroso caso sul vicepresidente ternano della giunta regionale, Fabio Paparelli, che avrebbe ammesso, in una intervista con telecamera, di aver diffuso una fake news allo scopo di farla riportare da un sito (se si è capito bene, perché la cosa comunque non è chiara, il sito l’avrebbe riportata come fake news, per l’appunto).
Mettete però per un attimo che questa affermazione di Paparelli sia vera, capite bene tutti cosa succede. Per dirla in breve, se il vicepresidente di una giunta regionale mette in giro appositamente fake news, come può continuare a fare il vicepresidente di una giunta regionale, un’importante e seria istituzione, caposaldo della democrazia?
E questo per un motivo tecnico: per fare un esempio, nella stessa intervista il Paparelli avrebbe sostenuto che Umbriajazz spring sia stata un successo. Tutti subito a chiedersi: sarà vero o una fake news messa diabolicamente in giro ad arte dal Paparelli?
Ma, a pensarci bene, visto che sarebbe enorme l’ammissione di Paparelli, che sarebbe a questo punto reo confesso di spaccio di fake news, magari c’è da pensare che l’intervista non ci sia mai stata. O – se poi saltano fuori le immagini della telecamera – forse ancora, e più probabilmente, la persona che stava parlando era un fake-Paparelli, non quello vero.

Ci sarebbero dei motivi obiettivi per dubitare sulla veridicità del Paparelli parlante: con i disastri combinati dal Pd ternano e dalla giunta comunale da lui sostenuta, il più alto esponente in grado del Pd ternano, in retti sensi, farebbe di tutto – potrebbero argomentare osservatori attenti – pur di non mettersi tanto in mostra a Terni per scegliere un candidato sindaco da lui appoggiato.
E sì, a pensarci bene, la spiegazione di tutto potrebbe essere solo questa: esiste un fake-Paparelli. Altrimenti, via, si dimetterebbe. Chi gli crederebbe più quando fa un annuncio, si esalta per un successo, promette un vantaggio per i cittadini, firma un bilancio, spiega un’iniziativa? In un attimo rischierebbe di diventare, agli occhi di tutti, e ingiustamente, Pinocchio-Paparelli, no?
Ma attendiamo maggiori informazioni, sapendo quanto è difficile farsi largo tra le fake di tutti i generi. E magari quell’intervista non c’è mai stata e l’affermazione propalata neppure. Così come non c’è nessun caso. Maledette fake news.